Santiago Castro ha scelto la maglia numero 9 della Roma. Un numero rimasto libero dopo il passaggio di Artem Dovbyk al Bologna e destinato a caricare di significati la nuova avventura dell’attaccante argentino.
A 21 anni, Castro raccoglie un’eredità importante. Quella maglia è stata indossata da alcuni dei centravanti più amati della storia romanista, diventando nel tempo un simbolo di gol, responsabilità e aspettative.
Da Prati a Völler
Prima dell’introduzione dei numeri fissi, avvenuta in Serie A nel 1995, la numero 9 era assegnata in base alla formazione. Negli anni Settanta finì sulle spalle di Pierino Prati, arrivato nella Capitale nel 1973, e successivamente divenne il numero simbolo di Roberto Pruzzo.
Il “Bomber” segnò 138 gol in 315 presenze ufficiali, contribuendo alla conquista dello Scudetto 1982-83. Dopo di lui arrivò Rudi Völler, il “Tedesco volante”: 68 reti in 198 partite, una Coppa Italia e la finale di Coppa UEFA raggiunta nel 1991.
Da Balbo a Castro
Con i numeri fissi, il primo proprietario stabile della 9 fu Abel Balbo, seguito da Gustavo Bartelt e soprattutto Vincenzo Montella. L’Aeroplanino la indossò anche nell’anno dello Scudetto 2000-01, quando Gabriel Batistuta scelse la 18 proprio perché il numero era già occupato.
Dal 2007 il testimone passò a Mirko Vučinić, seguito da Pablo Daniel Osvaldo, Marco Borriello e Edin Džeko. Il bosniaco è il miglior marcatore romanista ad aver indossato stabilmente la 9 nell’era moderna, con 119 gol complessivi.
Prima di Castro sono arrivati anche Tammy Abraham e Dovbyk. Adesso toccherà all’argentino provare a scrivere un nuovo capitolo. La maglia è pesante, ma il nuovo centravanti della Roma ha scelto di indossarla senza paura.