Setti: “D’Amico? Un professionista preparato, la Roma può essere un’outsider”

Le dichiarazioni dell’ex Presidente dell’Hellas Verona Maurizio Setti

Jacopo Pagliara -
Tempo di lettura: 3 minuti
Tony D'Amico e Maurizio Setti
Tony D’Amico e Maurizio Setti (RomaForever.it)

L’arrivo imminente di Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo della Roma porta con sé l’investitura di chi per primo lo ha lanciato nel grande calcio. Intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo, l’ex presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, ha tracciato un profilo a tutto tondo del dirigente pronto a sbarcare nella Capitale.

Viene descritto come un lavoratore instancabile, allergico alle luci dei riflettori e perfetto per assecondare le ambiziose richieste tattiche di Gian Piero Gasperini. Pur riconoscendo le fisiologiche insidie e le storiche pressioni dell’ambiente romano, Setti si dice convinto che si stiano finalmente allineando le condizioni ideali per un salto di qualità decisivo, candidando i giallorossi al ruolo di vera e propria mina vagante del prossimo campionato.

Le dichiarazioni di Setti

Ripercorrendo i primi passi della carriera dirigenziale di D’Amico, Setti ricorda come nacque l’intuizione di affidargli il ruolo di direttore sportivo all’Hellas Verona: «Accadde quando il Verona era appena retrocesso in Serie B. Avevo in mente un direttore sportivo esperto, già affermato, che però alla fine non arrivò. A quel punto mi sedetti con Tony e ci guardammo negli occhi. Lui mi disse: “Io ci sto, ma lei deve starmi vicino”. Così abbiamo iniziato un percorso insieme. Io entrai maggiormente nel merito delle scelte tecniche e da lì nacque un’avventura che ci ha regalato anni splendidi, risultati importanti e grandi soddisfazioni. Quando poi arrivò la chiamata dell’Atalanta, non ho voluto ostacolarlo. Credo che quando una persona giovane, ambiziosa e di qualità riceve un’opportunità di crescita, sia giusto trovare una soluzione. Fa parte del ruolo di un proprietario saper valorizzare e poi sostituire i propri collaboratori».

Soffermandosi sulle doti umane e professionali che rendono il futuro dirigente giallorosso un profilo di alto livello, l’ex presidente evidenzia le sue qualità principali: «Tony è stato uno dei protagonisti della rinascita del Verona. La sua caratteristica principale è sempre stata quella di essere un lavoratore instancabile, sempre dietro le quinte e sempre sul campo. Ama osservare gli allenamenti, studiare i dettagli, capire le persone che ha di fronte e rapportarsi nel modo giusto con tutti. Ha svolto molto bene il ruolo di collegamento tra proprietà e area tecnica all’Atalanta e credo che questo sarà un vantaggio enorme anche per la Roma. Inoltre non ama apparire: non cerca i riflettori, non ha la presunzione di stare sui giornali o di fare interviste. È uno che preferisce lavorare. Nel corso degli anni ha ampliato enormemente le proprie conoscenze nel mondo dei procuratori e dei mercati internazionali. È un professionista preparato e, soprattutto, non è influenzabile. Ama stare lontano dal clamore mediatico e questo nel calcio moderno è un pregio».

Tony D'Amico
Tony D’Amico (RomaForever.it)

Interpellato sulle insidie che D’Amico incontrerà nella sua nuova avventura nella Capitale, Setti individua il vero grande ostacolo da superare: «L’unica vera difficoltà sarà l’ambiente romano. Non serve che lo dica io: fare calcio a Roma è complicatissimo. Ci sono tantissime influenze, positive e negative. Roma è una piazza straordinaria ma molto particolare. Io ho sempre detto una cosa provocatoria: se la Roma fosse a Milano avrebbe vinto trenta scudetti. Ha un pubblico incredibile, un impatto mondiale e una forza che poche società possono vantare. Per questo è difficile capire come non riesca a vincere di più. Forse adesso ci sono le condizioni giuste: un allenatore di qualità come Gasperini, un direttore sportivo preparato come D’Amico e una proprietà che magari ha intenzione di fare un ulteriore salto di qualità».

Riguardo alla prontezza del direttore sportivo nell’affrontare una realtà complessa e strutturata come quella romanista, l’ex patron gialloblù si mostra sicuro, sottolineando però le necessità organizzative del club: «Parliamo di una persona che ormai ha accumulato otto-dieci anni di esperienza da direttore sportivo. Sul piano tecnico e nella scelta dei giocatori non ha alcun problema. Piuttosto credo che la Roma, da tempo, abbia bisogno di figure dirigenziali forti, persone che vivano il calcio quotidianamente e che abbiano un obiettivo chiaro: ottenere risultati. Questo è un tema che esiste da anni e non riguarda soltanto l’arrivo di D’Amico. Naturalmente nessuno può fare tutto da solo. Oltre al lavoro sul campo servono strutture societarie solide, rapporti istituzionali, gestione delle relazioni con agenti e procuratori. Mi auguro che la Roma abbia pensato anche a questo».

Infine, analizzando le prospettive stagionali della Roma e le reali possibilità della squadra di competere ai massimi vertici del campionato, Setti conclude: «Napoli e Inter restano le squadre più avanti, mentre Milan e Juventus stanno attraversando un momento complicato. Molto dipenderà dal mercato. Conosco Gasperini: lui chiederà giocatori funzionali al suo calcio offensivo. Se verranno inseriti i tasselli giusti e se D’Amico riuscirà a fare quello che ha già dimostrato di saper fare, la Roma può diventare la vera outsider del campionato. Per vincere uno scudetto servono anche episodi favorevoli e un pizzico di magia. Se questa magia dovesse arrivare, sarei felice che accadesse proprio a Roma. Tony è un po’ una mia creatura professionale e sarebbe una grande soddisfazione vederlo trionfare nella Capitale».