La Roma è tornata in Champions League e anche Lino Banfi ha aperto il suo album giallorosso. Romanista d’adozione, pugliese di nascita ma legato alla Capitale da una vita intera, l’attore ha raccontato alla Gazzetta dello Sport il suo amore per il club: “Roma mi ha cambiato la vita. È la città dove ho raggiunto il successo e mi sentivo di doverle dare qualcosa in cambio”. Una fede nata allo stadio, tra racconti popolari, amicizie speciali e un episodio diventato quasi leggenda.
L’origine del tifo romanista
Banfi ha spiegato che da giovane accompagnava allo stadio ragazzi in sedia a rotelle. Dopo un’esperienza fredda con un tifoso laziale, arrivò l’episodio decisivo con un romanista: “Ao, ma che fai? Annamo al bar del tennis, se famo du’ matriciane!”. Poi anche la proposta della cacio e pepe. Una scena semplice, romana, decisiva: “Quasi mi commossi. Da quel giorno sono diventato romanista”. Da lì, il legame con l’Olimpico, con la città e con i grandi simboli giallorossi: Venditti, Bruno Conti, Totti, Falcao.
Trigoria, Dybala e la promessa
Di recente Banfi è stato a Trigoria per incontrare Gasperini e la squadra. Pellegrini e Mancini, grandi fan di Un medico in famiglia, lo chiamavano Libero; per il tecnico, invece, era inevitabilmente “Mister”, nel ricordo de L’allenatore nel pallone. Ma il momento più curioso riguarda Paulo Dybala: l’argentino si sarebbe fermato durante un allenamento durissimo per salutarlo e gli avrebbe fatto una promessa. Al prossimo gol, davanti alla telecamera, dovrà urlare il grido di battaglia di Banfi: “Porca puttena!”. Una pennellata perfetta dentro l’euforia romanista: la Champions è tornata, e anche il sorriso.