C’è il Foro Italico, c’è il tennis, c’è il momento più importante della sua carriera. Ma quando si parla di Roma, per Flavio Cobolli il discorso cambia tono. Il tennista romano, numero 12 del ranking ATP e testa di serie agli Internazionali BNL d’Italia, ha raccontato a Il Messaggero il suo legame profondo con i colori giallorossi, entrando anche nel dibattito sull’addio di Claudio Ranieri e sulla fiducia dei Friedkin in Gian Piero Gasperini.
Cobolli e la Roma: una fede oltre le polemiche
Alla domanda sul momento della Roma, tra il saluto di Ranieri e la nuova centralità di Gasperini, Cobolli ha risposto da tifoso prima ancora che da sportivo. Nessun processo, nessuna frattura, nessuna voglia di entrare nelle tensioni del momento. Solo un concetto semplice, ma fortissimo: la maglia viene prima di tutto.
“Mio padre mi ha sempre insegnato che la maglia è più importante di tutto. Andrei allo stadio a tifare la Roma anche se fosse ultima in classifica, quindi non mi interessano più di tanto i risultati e le varie polemiche. Questo significa essere ‘romanista fracico’, come lo intendo io”, ha dichiarato il tennista. Parole che fotografano un romanismo viscerale, lontano dal risultato immediato e vicino all’identità più profonda del tifo giallorosso.
Foro Italico o scudetto? La risposta spiazza
Il passaggio più curioso arriva quando a Cobolli viene chiesto di scegliere tra una vittoria personale agli Internazionali e lo scudetto della Roma nella prossima stagione. La risposta è sincera, quasi obbligata per un atleta che sta vivendo il torneo di casa nel momento più alto della propria crescita.
“Meglio la mia vittoria in questi Internazionali. Non posso che rispondere così, visto quanto ci tengo, anche se per vedere la Roma vincere lo Scudetto farei comunque di tutto”, ha aggiunto. Una frase che unisce ambizione e appartenenza: da una parte il sogno di trionfare a Roma da tennista, dall’altra quello, mai spento, di vedere la Roma tornare a cucirsi il tricolore sul petto.