Mancini apre casa sua: Roma, famiglia e quel dettaglio che fa impazzire i tifosi

Il difensore giallorosso si racconta a Idealista: dagli abbracci in famiglia all’angolo dedicato alla Roma, fino ai vicini ideali Cristante e Pellegrini

Jacopo Mandò -
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Mancini
Mancini con la Roma: l’intervista a Idealista sulla Capitale – Romaforever.it

In campo è uno dei volti più duri, identitari e riconoscibili della Roma. Fuori, però, Gianluca Mancini mostra un lato molto più intimo. Il difensore giallorosso, protagonista del quarto episodio della terza stagione della rubrica A casa dei campioni di Idealista/news, ha parlato del suo rapporto con la casa, la famiglia, la Capitale e i compagni con cui condivide ormai un pezzo importante di vita romanista. Un’intervista leggera solo in apparenza, perché dentro c’è molto del personaggio Mancini: appartenenza, semplicità e un legame sempre più profondo con Roma.

Famiglia e Roma: il rifugio di Mancini

Alla domanda su cosa faccia per staccare dopo una partita intensa, Mancini ha risposto senza costruzioni: “Mi basta un abbraccio della mia famiglia”. Poche parole, ma molto chiare. La casa, per lui, non è solo un luogo fisico: è lo spazio in cui resettare tensione, adrenalina e pressione. Non manca, però, un angolo speciale dedicato alla Roma e ai successi da calciatore, segnale di un rapporto ormai consolidato con il club e con una città che sente sempre più sua. Del resto, lo stesso difensore ha spiegato che “in ogni via di Roma si respira la storia”.

Cristante e Pellegrini vicini ideali

Tra i passaggi più curiosi c’è quello sui compagni. Mancini ha indicato Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini come vicini di casa ideali, definendoli persone perbene e profondamente legate alla Roma. Non è un dettaglio banale: racconta il peso del nucleo storico nello spogliatoio giallorosso, formato da giocatori che hanno vissuto anni complessi, vittorie europee, finali, contestazioni e ripartenze. Anche qui, Mancini resta fedele al suo stile: ironico, diretto, mai banale. E alla domanda su chi farebbe troppo chiasso, la battuta è già da titolo: ci pensa lui, perché basta e avanza.