Da Ndicka a Malen: Gazzetta svela i nomi da cedere (e da tenere) della Roma

Nel format “Tutti Teorici”, il mini-dibattito “Cedo o tengo” ha tracciato una possibile base per la prossima Roma della stagione 26/27

Jacopo Mandò -
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Malen
Malen a Trigoria: su Gazzetta i nomi della Roma del futuro – Romaforever.it

Le opinioni di Nicolas Cariglia e Samuele Mandarò nel format di Gazzetta dello Sport fotografano bene uno dei grandi temi dell’estate della Roma: chi sacrificare per costruire una squadra più forte senza smontare del tutto l’ossatura. L’idea emersa è netta: tenere uno zoccolo duro formato da Svilar, Hermoso, Mancini e Rensch, trattenere profili considerati strategici come Koné, Wesley e Soulé, e individuare in Evan Ndicka il big più sacrificabile. Una tesi che, al di là del giudizio tecnico, si incastra con una realtà concreta: entro il 30 giugno la Roma deve comunque generare una plusvalenza importante per rispettare i vincoli UEFA.

Ndicka sacrificabile, Kim suggestione

Nel dialogo rilanciato dalla Gazzetta, Ndicka viene definito “il più rimpiazzabile”. È una posizione forte, ma non illogica: il centrale ivoriano arrivò alla Roma a parametro zero nel 2023, e proprio per questo una sua eventuale cessione produrrebbe una plusvalenza quasi piena, oggi preziosissima per i conti del club. In questo senso, più che una bocciatura tecnica, il suo nome rappresenta il classico sacrificio ad alto rendimento economico. Diverso il discorso su Kim Min-jae, citato come possibile sostituto: il coreano resta un profilo di livello internazionale, ma è sotto contratto con il Bayern Monaco fino al 2028 dopo il trasferimento dal Napoli nell’estate 2023. Idea affascinante, sì, ma non semplice da trasformare in operazione reale.

Malen da tenere, Pellegrini sotto esame

L’altro punto che spicca è la promozione piena di Donyell Malen. Nel podcast la linea è chiarissima: “Malen va riscattato, è indubbio”. E anche qui il ragionamento si salda con l’effettiva possibilità: la Roma lo ha preso dall’Aston Villa con un prestito oneroso da 2 milioni più obbligo di riscatto da 25 in caso di qualificazione a una competizione europea. Tenere Malen, dunque, significherebbe confermare una scelta già fortemente voluta da Massara e Gasperini. Più divisivo, invece, il giudizio su Pellegrini e Cristante, considerati cedibili nel rapporto tra ingaggio e impatto. È qui che il dibattito si fa più politico che tecnico: perché tra esigenze di bilancio, gerarchie da riscrivere e mercato in entrata, la prossima Roma nascerà proprio da queste decisioni.