“Calcio pre-Covid e post-Covid”: giornalista dice la verità sul caso infortuni

In diretta a Fontana di Trevi su Cronache di spogliatoio, Andrea Marinozzi ha messo a fuoco il tema infortuni con una chiave che riguarda tutti, ma che per la AS Roma è quasi una radiografia

Jacopo Mandò -
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Dybala infortunio
Paulo Dybala e il caso infortuni spiegato da un giornalista: “C’è un calcio pre-Covid e uno post-Covid” – Romaforever.it

La Roma sta vivendo (ancora) settimane in cui l’argomento non è solo “chi gioca”, ma chi riesce a reggere. E quando ti mancano pezzi importanti davanti e in mezzo, la partita diventa doppia: contro l’avversario e contro l’intensità stessa del calcio moderno.

L’intensità è il nuovo campo: più sprint, meno respiro

Il punto di Marinozzi è semplice e spietato: non è tanto aumentato “quanto” si corre, ma come si corre. Più strappi sopra soglie alte, più metri a velocità di sprint, più azioni che ti chiedono di essere esplosivo anche al 90’. E i cinque cambi, paradossalmente, non abbassano il livello: lo alzano. Perché se entrano dieci giocatori freschi (tra le due squadre), chi resta in campo deve sopravvivere a un ritmo che non cala mai. La regola dei cinque cambi, nata in emergenza e poi resa permanente, ha protetto… ma ha anche spostato l’asticella della partita “media”.

Perché per la Roma il caso infortuni pesa di più

Qui entra la lettura romanista: se hai 22 titolari, puoi gestire; se hai 11-12 affidabili, ogni assenza ti costringe a tirare la coperta. E quando la coperta è corta, l’intensità diventa un moltiplicatore di rischio: fisico (infortuni) e mentale (calo di lucidità). Non è un discorso teorico: basta guardare il caso Napoli, dove il tema è esploso pubblicamente con Conte che ha parlato di calendario “che sta uccidendo il calcio” in mezzo a una lista di infortuni sempre più lunga.

E infatti è la stessa linea che portava Pep Guardiola a paragonare il calcio alla NBA per numero di partite, ricordando però la differenza decisiva: nel calcio “stacchi” pochissimo. È il nodo che anche i report mettono in evidenza: congestione, recupero insufficiente, rischio che sale.