Il punto non è “chi è più forte”, ma chi serve adesso. La Roma di Gian Piero Gasperini ha aggiunto in attacco Donyell Malen, Robinio Vaz, Lorenzo Venturino e Bryan Zaragoza.
Il problema è che, in Europa League, uno dei quattro dovrà guardare da fuori. E non è un dettaglio: la lista va consegnata alla UEFA entro la scadenza, con un effetto immediato sul “piano B” europeo.
La regola che trasforma il mercato in un bivio
Il regolamento è netto: dopo la league phase si possono fare fino a tre inserimenti per il resto della competizione (con sostituzioni corrispondenti), entro il 5 febbraio. Esiste anche un’eccezione che può portare a cinque nuovi registrati, ma solo in uno scenario specifico legato a tanti giocatori non più tesserati col club dopo la league phase (casistica rara).
Qui entra la parte “strategica” per la Roma: un posto in uscita è già praticamente scritto, perché Leon Bailey non è più in rosa dopo la risoluzione del prestito. Un altro slot potrebbe essere “tentato” dal caso Artem Dovbyk: operazione e stop lungo significano che lasciarlo in lista è una scommessa sul rientro, ma toglierlo ti libera una cartuccia subito.
E il resto? È il vero rompicapo: ogni taglio non è solo tecnico, è un messaggio sul momento della squadra e sulle priorità europee.
Vaz o Venturino: la scelta “tra le righe” parla di presente e futuro
Se il ragionamento è “vincere adesso”, la logica porta a blindare chi può incidere subito: Malen per profondità e finalizzazione, Zaragoza per strappo e uno contro uno. A quel punto, il ballottaggio più credibile diventa davvero Vaz–Venturino, perché sono i due profili più “progettuali”: uno centravanti giovane da far crescere dentro i minuti pesanti, l’altro esterno/attaccante di gamba che può accendere partite bloccate ma che, per definizione, è ancora un investimento sul domani.
La domanda allora cambia forma: Gasperini vuole un’arma di area (Vaz) o un grimaldello di fascia (Venturino) per l’Europa?
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Se la Roma scegliesse di non contare su Dovbyk in questa Europa League (per tempi e gestione), Vaz diventerebbe più “necessario” perché ti garantisce un riferimento alternativo.
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Se invece Dovbyk resta in lista e l’urgenza è creare superiorità sugli esterni, Venturino può essere la carta “imprevedibilità” da spendere quando serve un guizzo.
In mezzo c’è un dettaglio che spesso sfugge: la lista UEFA non è un elenco. È un pezzo di identità. E la Roma, dopo un gennaio tutto offensivo, è costretta a dirsi la verità: in Europa, nei momenti che pesano, preferisce crescere un talento o avere un’uscita d’emergenza già pronta?