Pierluigi Gollini ha bagnato il suo debutto in giallorosso con un gol incassato: Panathinaikos-Roma è finita 1-1, con la rete greca arrivata nel secondo tempo. Fin qui, nulla di “storico”. Eppure sui social sta girando una statistica curiosa: i gol subiti all’esordio dai portieri della Roma negli ultimi anni. E quel “1” accanto al nome di Gollini lo mette nello stesso gruppo di un certo… Alisson.
Un gol all’esordio: cosa unisce Gollini e Alisson
Alisson, prima di diventare Alisson, ha iniziato a Roma così: Porto-Roma 1-1 nel playoff di Champions 2016, con lui titolare in porta. Un gol subito, partita “scomoda”, pressione altissima. La morale è semplice: l’esordio non fa la carriera, ma racconta l’ambiente. E Roma, per un portiere, è un test immediato.
Il “record” che non ti aspetti
Dentro quella lista social c’è un dato che stona: in mezzo a tanti debutti con almeno un gol preso, uno solo parte con la porta inviolata. È Robin Olsen, che nel 2018 debutta con clean sheet nello 0-1 di Torino.
Non è una celebrazione: è la fotografia di quanto sia raro, qui, avere una prima notte tranquilla.
Perché questa statistica parla più della Roma che dei portieri
Questi numeri non sono una pagella, sono un termometro: la Roma spesso chiede al portiere di “salvare” già al primo capitolo. Gollini ha preso un gol, sì. Ma la domanda vera, dopo il debutto, è un’altra: quanta protezione avrà davanti quando le partite pesano davvero?