Nel mercato c’è un tipo di trattativa che fa più rumore quando esplode che quando nasce: quelle che sembrano “normali” e invece diventano un problema a orologeria. Zeki Çelik è lì. La Roma ha il contratto in scadenza a fine giugno 2026, i dialoghi per il rinnovo risultano fermi e, nel frattempo, la Juventus avrebbe già fatto i primi passi per capire margini e condizioni di un’operazione che può diventare un affare.
Perché la Roma non chiude (e perché la Juve sì): il nodo è la cifra, non il giocatore
Le ricostruzioni concordano su un punto: non è una questione “tecnica” in senso puro, ma di parametri. Da un lato la Roma vorrebbe rinnovare senza sforare la linea salariale, dall’altro l’entourage aspetta un rilancio: si parla di una richiesta tra 3,5 e 4 milioni netti a stagione, cifra che finora non avrebbe trovato apertura a Trigoria.
In questo scenario, la Juventus si inserisce con una logica semplice: se l’accordo non arriva, il giocatore diventa un’occasione “di mercato” (o per gennaio con una proposta concreta, o per l’estate a condizioni molto vantaggiose).
L’angolo che spesso manca: se perdi Çelik, perdi la “catena” (non solo un terzino)
Qui sta il punto davvero romanista. Çelik non è sempre quello che ti riempie gli highlights, ma è uno che ti tiene insieme la struttura: può fare il terzo, il quinto, l’interpretazione più prudente o più aggressiva a seconda del momento. È un giocatore che “non ti crea problemi” e, in certe stagioni, vale oro.
E soprattutto, sulla fascia destra la Roma sta già vivendo un equilibrio delicato: Wesley spinge, corre, attacca — ma qualcuno deve garantire copertura, rotazioni e alternative. Se togli Çelik senza un sostituto affidabile, rischi di trasformare un reparto in un continuo aggiustamento, partita dopo partita.
Cosa può succedere adesso: tre scenari realistici
La trattativa oggi non è “finita”, è sospesa: e proprio per questo è pericolosa.
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Rilancio Roma e firma: si trova una via di mezzo economica e si chiude, spegnendo la tentazione “a parametro”.
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Stallo prolungato: la Juve resta alla finestra e la Roma entra nella zona in cui ogni mese perso pesa di più.
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Uscita anticipata: se arriva un’offerta (Italia o estero) che conviene a tutti, la Roma evita il rischio di perderlo senza ritorno.