Gasperini ha fatto due cose insieme: ha elogiato Baroni (“ha sempre fatto un ottimo lavoro”) e ha detto che il Torino, al netto di qualche rotazione, sarà quello. La parte davvero interessante, però, è l’altra: la sua lettura della Coppa. Rimontare due volte, creare occasioni, poi pagare il finale. E qui arriva la parola-chiave: episodi.
Dove si decide: gestione del finale e palle “sporche”
Se in Coppa la Roma è stata “soddisfacente” per prestazione ma non per risultato, il campionato chiede l’opposto: pragmatismo. Il Torino in casa ha bisogno di invertire un trend negativo interno, e La Stampa racconta proprio la vigilia granata in questa chiave.
La Roma deve evitare di trasformare la gara in una sequenza di scambi emotivi: a Torino vince chi resta lucido quando la partita “sporca”.
Il dettaglio che cambia tutto: numeri recuperati, scelte più nette
Gasperini arriva con più opzioni (rientri, squalifiche smaltite, nuovi). E questo è il vero antidoto al replay della Coppa: più alternative significa anche poter scegliere quando osare e quando abbassare i giri, senza perdere identità.