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Juventus-Roma, un anno dopo la rivalità è sbiadita

Anche un anno fa la sfida si giocò alla vigilia di Natale, ma se allora i giallorossi avevano solo due punti meno dei rivali, stavolta il gap li vede distanti 22 lunghezze. Mentre Allegri si gode i gol di Ronaldo e una solidità difensiva rassicurante, Di Francesco è a un passo dall'esonero ed è costretto ad affidarsi alle riserve
Giovedì 20 dicembre 2018
ROMA - Anche un anno fa Juventus-Roma si giocò alla vigilia di Natale. Un solo giorno di differenza. Sabato 22 dicembre (17a giornata 2018-2019) contro sabato 23 dicembre 2017 (18a giornata 2017-2018), un anno fa. Se lo ritenesse necessario Allegri potrebbe schierare la stessa identica formazione, solo che ora in più ha Ronaldo. Non potrebbe farlo invece Eusebio Di Francesco, che in meno ha Alisson, Nainggolan e Strootman, ed è quasi un miracolo che ci sia ancora lui stesso, passato indenne tra troppe sfiducie, troppe sconfitte e troppi mugugni del presidente americano. E comunque anche quella partita la Roma la perse. Gol vincente di sinistro di Medhi Benatia.

22 PUNTI DI DISTACCO - La grande e determinante differenza è che a quella partita la Roma arrivò con soli due punti meno della Juve. Anzi la Juve non era nemmeno prima e le danze in quel momento le comandava il Napoli di Sarri. Oggi la Roma di punti di distacco dalla Juve ne ha 22: la squadra di Di Francesco ha 14 punti in meno rispetto alla stessa giornata di un anno fa, la Juve ne ha 8 in più, è imbattuta ha perso due punti appena per strada.

ALLEGRI GURU, DI FRA SOSPESO - È una forbice che si è allargata in maniera clamorosa, quasi insostenibile. La Juventus oggi ragiona sulle potenzialità di Ronaldo, sulla ferrea concretezza di Allegri, sull'Atletico Madrid da superare, la Champions League da conquistare, i venti milioni di followers su Instagram che generano altri soldi e altro potere oltre quello che già ha ottenuto.

La Roma difende disperatamente quel poco che ha, la qualificazione in Champions League sembra una conquista straordinaria, il cercare di raggiungere la prossima per ora un miracolo. E intanto ha rovesciato su Eusebio Di Francesco tutto il carico dei suoi errori di gestione e di mercato, di presunzione di poter fare e disfare a suo piacimento, mentre l'allenatore non ha retto il carico e ha sbandato a sua volta. Le "ultime spiagge" si susseguono una all'altra: domenica scorsa il Genoa, adesso la Juve.

Eusebio Di Francesco si gioca il posto ormai ogni giorno, e un altro minimo scossone, anche solo un gol in più o in meno, una papera, un rigore, un cambio sbagliato, un gesto di rabbia, una parola di troppo, un palo può farlo cadere. A Roma si parla più del prossimo allenatore (Paulo Sousa?) fino a sognare addirittura Conte o Mourinho, alla Juve Allegri va mano mano assumendo lo status dei grandi guru della panchina. Mentre Jurgen Klopp ha già sentenziato: "La Juventus è la favorita numero 1 per la conquista della Champions League".

RONALDO CONTRO I BABY GIALLOROSSI - La vera, evidente e clamorosa, differenza tra la Juve e la Roma però non è tanto Ronaldo e la mirabile macchina da gol che rappresenta, compreso Mandzukic uomo non certo complementare ma a sua volta fondamentale quasi quanto il portoghese. La Roma bene o male è riuscita a sopperire alla sparizione dei suoi attaccanti principali, e cioè Dzeko e Schick, con una cooperativa del gol che li ha distribuiti un po' fra tutti gli altri.

La vera e sconvolgente differenza tra gli attacchi semmai è nell'anzianità matura e spietata degli juventini (Ronaldo 33 anni, Mandzukic 32), e la giovinezza irresponsabile della banda Di Francesco, con un attacco addirittura di giovanissimi, inizialmente abbastanza aggressivi e rampanti e poi sempre più intimiditi e impauriti dall'incalzare delle delusioni e delle sconfitte. Zaniolo e Kluivert 19 anni, Under 21. Tanto è vero che per la partita di Torino si tenta un recupero disperato di Edin Dzeko (32 anni), vecchia volpe un po' acciaccata ma pur sempre un qualcuno che abbia abbastanza sangue freddo per affrontare un avversario così tosto sul suo campo.

L'AMAREZZA DI DE ROSSI - La situazione della Roma è delicatissima, al limite ormai della rottura. Perfettamente ammessa del resto e fotografata dal suo stesso capitano, bloccato da un grave infortunio e che tutti attendono per recuperare quel po' di guida, di sicurezza e di fiducia che la Roma ha ormai perso. "Abbiamo tanta pressione addosso, e non stiamo vivendo bene l'attesa di Juve-Roma. Siamo tutti sotto osservazione - ha detto De Rossi a Dazn, dicendo di guardare ormai da vicino il termine della sua carriera e confessando di averne anche un certo timore - dai giocatori all'allenatore. Il nostro errore è stato parlare troppo di chi se ne è andato".

IL PRIMO ATTACCO È LA DIFESA - La vera grande e incolmabile differenza tra Juve e Roma è la difesa, che nella Juve ha trovato una nuova declinazione superando la classica BBC (Buffon, più Bonucci, Barzagli, Chiellini), mentre tutti parlano di Ronaldo, è lì che la Juve alza le fondamenta dei suoi successi. La declinazione di oggi è Szczesny, più Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro. Appena otto gol incassati: a parte quei due gol che le fece il Chievo alla prima partita, poi sono riuscite a farle un gol solo Parma, Sassuolo, Napoli, Genoa, Empoli e Cagliari.

E comunque da cinque gare di campionato la Juve non ne prende uno. La Roma che pure in difesa ha i giocatori più anziani e di maggior esperienza (Olsen, autore della clamorosa papera col Genoa più Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov) di gol ne ha presi 22. Due volte e mezza tanti quelli della Juve.

IL PESO DEGLI INFORTUNI - Un'altra grande differenza è l'incidenza degli infortuni che pure la Juve ha e ha avuto, ma intaccando assai di meno la formazione titolare. Attualmente la Juve ha fermi Cancelo, Khedira e Cuadrado, giocatori importanti ma comunque sostituibili e non sempre titolari. La Roma nel periodo più delicato della sua crisi ha perso De Rossi, Leonardo Pellegrini, Dzeko, El Shaarawy, forse adesso Florenzi: tutti giocatori che in condizioni di efficienza fisica sarebbero titolari e giocherebbero almeno le partite più importanti.

CAMPIONE D'INVERNO - Dell'antica rivalità tra Juve e Roma sono rimaste per adesso le ombre e ricordi sempre più sbiaditi. La Juventus può diventare già prima di Natale campione d'inverno.
di Fabrizio Bocca
Fonte: La Repubblica
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