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Brighton in crisi e con mezza squadra fuori. De Zerbi: "A Roma non devo dimostrare nulla"

Momento difficile per la squadra inglese (4 sconfitte nelle ultime 7 partite). Il tecnico italiano: "La buona notizia? Non ci sono nuovi infortunati. L'importante è trovare la giusta energia prima di giovedì, quando giocheremo una partita storica che ci siamo meritati di giocare"
Domenica 03 marzo 2024
Cosa sta succedendo al Brighton? Il 3-0 incassato in casa del Fulham nell'ultima partita prima dell'andata degli ottavi di Europa League contro la Roma ha fatto suonare forte il campanello d'allarme per una squadra che resta nelle zone nobili della classifica di Premier ma che negli ultimi mesi non riesce più ad incantare (qui l'analisi della doppia sfida). Roberto De Zerbi ha l'enorme alibi degli infortuni in serie che continuano a perseguitarlo ("L'unica buona notizia è che non abbiamo nuovi infortunati", ha detto dopo il flop di Craven Cottage), ma arriva anche al momento clou della stagione con la squadra a pezzi, nel fisico e nella testa.

ROMA — "Io non ho niente da dimostrare all'Olimpico o a qualcuno in particolare - ha raccontato -: devo dimostrare ogni giorno a me stesso e ai miei giocatori qualcosa, non agli altri. Sono orgoglioso di lavorare in Premier, di farlo con questi giocatori: conosco il loro livello umano e so che reagiranno al meglio". Reazione sarà la parola nei prossimi giorni preparando la sfida con la Roma: il Brighton ci arriva con due ko di fila in cui non ha segnato, due sconfitte diverse in trasferta tra Wolverhampton e Londra (dove i gabbiani quest'anno non hanno ancora vinto) ma con l'aggravante dell'involuzione. Non basta che all'Olimpico mancheranno, tra gli altri, il capocannoniere della fase a gironi João Pedro, attaccante che con De Zerbi è passato dalla Championship inglese a un posto nella nazionale brasiliana, e Karou Mitoma, il giapponese che è la stella del Brighton perso fino a fine stagione per un problema alla schiena: praticamente tutti i punti fermi della squadra arrivano al match coi giallorossi con qualche problema fisico, tanto che il tecnico italiano ha parlato apertamente di necessità di gestirli, a cominciare dal capitano Lewis Dunk, uno dei migliori della stagione uscito a Fulham dopo un'ora con la partita ancora in bilico.

LIVELLO — Al Brighton in questo momento mancano i risultati: le due sconfitte di fila diventano 4 nelle ultime 7 partite. Da tutto l'anno manca la continuità: le ultime due vittorie consecutive in tutte le competizioni sono arrivate a fine novembre, in Premier mancano addirittura da settembre. "Per noi è una situazione difficile, ma è qualcosa che non dico oggi: l'ho detto in settembre e l'ho ripetuto chiaro soprattutto a gennaio - ha detto De Zerbi -. Ora non c'è niente che possiamo fare: dobbiamo andare avanti, giocare meglio e con una diversa energia, trovare le motivazioni giuste perché negli ultimi 3 mesi della stagione ci giochiamo tanto. Abbiamo tanti problemi, ma anche la capacità di giocare meglio e dobbiamo farlo. L'importante è trovare la giusta energia prima di giovedì, quando giocheremo una partita storica che ci siamo meritati di giocare. Non siamo un grande club e ogni giorno dobbiamo lottare per mantenere il livello a cui siamo: non mi riferisco alla squadra in campo, ma all'intera società. È la prima volta che il Brighton lotta per due campionati consecutivi per classificarsi per le coppe, è la prima volta che siamo agli ottavi di Europa League, che giochiamo per la prima volta. Dobbiamo capire se siamo capaci di rimanere a questo livello, oppure torneremo a giocare una partita a settimana. È una sfida ogni giorno: per me, il mio staff, i giocatori, l'intero club. Dobbiamo sempre ricordarci chi siamo e da dove siamo venuti: il Brighton non è la Roma, il Liverpool o il West Ham. Penso che possiamo recuperare energia e motivazione se ci ricordiamo chi siamo e come siamo arrivati in Europa".

PRINCIPI — Il Brighton sarà anche in difficoltà, ma De Zerbi non intende abbandonare i suoi principi: quelli di una squadra che vive del possesso palla, del dominio del gioco, dell'attirare il pressing avversario anche a costo di prestarsi ad errori. E il tecnico non intende nemmeno abbandonare il 4-2-3-1 attorno a cui ha costruito le ultime due storiche stagioni dei gabbiani, a meno che non sia costretto dagli infortuni come capitato troppe volte di recente. All'Olimpico, De Zerbi intende fare la sua partita, far giocare la squadra in quel modo così unico e ammirato che lui è finito nel mirino dei grandi club, dal Liverpool che deve rimpiazzare la leggenda Jürgen Klopp al Barcellona che perderà Xavi al nuovo Manchester United che sta valutando se sostituire Ten Hag. Al tecnico per ora questo non interessa: conta solo il Brighton e fargli chiudere una stagione comunque finisca storica al meglio. Una stagione che ora passa per l'Olimpico, per il confronto con l'amico De Rossi, per una nuova partita in cui i gabbiani sono la matricola che è arrivata agli ottavi vincendo il girone più difficile di Europa League chiudendo con 4 successi di fila senza prendere gol. L'Europa resta il palcoscenico su cui il Brighton fino a qualche anno fa non avrebbe mai pensato di esibirsi: sarà anche in un momento difficile, travolto dagli infortuni, dal nuovo livello con cui confrontarsi, dalle partite ogni 3 giorni e dalla difficoltà che non smette mai di salire. Ma ha tutte le intenzioni di farsi notare. Anche a Roma, anche all'Olimpico, anche dopo due sconfitte di fila senza segnare.
di Davide Chinellato
Fonte: Gazzetta dello Sport
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