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MOURINHO: "Smalling non disponibile. Lukaku e Dybala titolari. Totti? Mai detto di venire qui"

ROMA-EMPOLI, LA CONFERENZA STAMPA DI JOSE' MOURINHO: "Contro l'Empoli sempre partite difficili. Smalling non penso che ci sarà domani. Io non sono nessuno per parlare neanche con un mito come Francesco Totti per dirgli ti voglio qua. Parlo con lui di banalità"
Sabato 16 settembre 2023
Dopo una partenza sotto le aspettative, la Roma è alla ricerca dei primi tre punti. L'avversaria da battere è l'Empoli. Alla vigilia del match è intervenuto in conferenza stampa José Mourinho. Queste le sue dichiarazioni:

Che squadra si aspetta domani?
"Più importante è come si arriva alla fine. Sono sicuro che loro non sono in panico perché sono in una brutta posizione in classifica. Non finiranno così la stagione. Abbiamo vinto 4 partite contro di loro in questi due anni ma sono state tutte difficili. Sono una rosa organizzata, stanno giocando in modo diverso ma hanno lo stesso allenatore. In questi due giorni che abbiamo lavorato con tutta la squadra lo abbiamo fatto con rispetto che meritavano. Abbiamo l'ambizione di vincere la prima in campionato".





Prima dell'arrivo di Lukaku aveva detto che questa squadra potesse ambire tra il quinto e l'ottavo posto, ora cambia qualcosa? Come sta Smalling?
"Siete sempre negativi. Fortunatamente noi siamo più ottimisti. Smalling è un giocatore fondamentale per noi, lui sa analizzare se stesso ed è facile comunicare con noi. Domani non penso che sarà a disposizione. Magari mi arriva in extremis in panchina e eventualmente aiutare in caso di necessità ma c'è probabilità che non vada nemmeno in panchina. Una cosa è parlare con voi prima e dopo il mercato. La Roma ha preso due attaccanti dove è molto difficile avere due giocatori come Romelu e Azmoun. Se siamo tutti disponibili e in forma cambia il nostro profilo di squadra. Le prime partite le abbiamo fatte con Belotti ed El Shaarawy con nessuna soluzione in panchina, contro il Milan pochi minuti con Lukaku. Abbiamo bravi giocatori in attacco. Azmoun è arrivato in una situazione difficile dopo un infortunio e senza allenamenti. In queste settimane ha lavorato bene per avvicinarsi a una situazione positiva. Quando Paulo c'è abbiamo sempre un po' di paura, ma abbiamo sempre speranza che questo fantastico giocatore ci possa aiutare. Anche Belotti ed El Sha hanno fatto tanto per noi, giocando con sacrificio. Ora siamo positivi, abbiamo bisogno di tempo, di allenamenti per migliorare come squadra. Sono molto contento con i giocatori che sono a disposizione. Il mio obiettivo è vincere domani, voglio vincere sempre".

La Roma ha giocato quasi 110 partite nelle ultime due stagioni, c'è qualche possibilità che alcuni dei giocatori del gruppo storico accusi fatica e tensione in virtù dello sforzo negli ultimi due anni?
"Abbiamo giocato 2 finali europee, il primo anno abbiamo giocato una quindicina di partite, il secondo idem. Non penso che sia un crimine, ma una cosa molto importante per la gioia di una città e per l'autostima dei giocatori e del gruppo. Alla trentesima giornata eravamo terzi l'anno scorso, abbiamo giocato contro il Feyenoord e il Leverkusen e siamo andati in finale, ma ci sono stati gli infortuni di Smalling e Dybala e alcuni giocatori come Matic non potevano giocarle tutte e siamo arrivati stanchi. Dal punto di vista della quantità ne abbiamo meno rispetto all'anno scorso, siamo 20 più i ragazzi della Primavera, che per me non sono un problema ma un'opportunità. Sono felice quando aiuto questi ragazzi e possono diventare importanti per noi. Non abbiamo quantità altissima, ma moltissima qualità. Quando siamo tutti disponibili e in grande forma, e sono convinto che ci arriveremo, penso che siamo una squadra veramente forte. Quando abbiamo dei problemi dobbiamo essere tranquilli ed equilibrati. Ci servono dei punti però, ne abbiamo fatto uno su 9 e ora vogliamo farne. Siamo consapevoli del potenziale e dei problemi che abbiamo, ma lavoriamo con tranquillità".

Come stanno gli altri? Dybala e Lukaku quanta autonomia hanno?
"Pellegrini è out, Smalling per me è fuori ma delle volte può succedere che possa recuperare all'ultimo almeno per la panchina. Mancini? Lasciami ringraziare Spalletti, ha fatto tanti anni l'allenatore e ha sicuramente la percezione di quando un giocatore non ce la fa per giocare con la Nazionale farlo andare a casa. L'ha fatto con Mancini, Pellegrini e penso con giocatori di altri club. Siamo rimasti qui con un gruppo di 9 giocatori e 7 erano infortunati. Sono stati qui con il mio staff e siamo un po' scemi, non abbiamo fatto come fanno alcuni che vanno in vacanza 10 giorni. Siamo rimasti qui, noi siamo così e moriremo con questa professionalità. Eravamo io , Belotti, Azmoun, i due portieri e i bambini di Primavera. Gli altri 7 solo ieri hanno lavorato ieri con la squadra. Sono disponibili per giocare, abbiamo bisogno di loro. Dobbiamo gestire bene la gara, prendere qualche rischio. Saranno tutti convocati. Romelu quando è arrivato qui prima del Milan non era in una condizione drammatica, ha avuto molta attenzione con il suo corpo. Renato, Paredes sono arrivati in una condizione peggiore di Lukaku, Azmoun ancora peggio. Romelu con queste due partite in Nazionale è arrivato molto bene, giocherà domani da titolare. Non sarebbe una sorpresa se giocasse 90 minuti. Dybala giocherà. Non sarà facile per lui giocare 90 minuti, lui si sente bene dal punto di vista fisico e vuole giocare. Giocheranno Dybala e Lukaku dall'inizio".

Parla con Totti della Roma? Lo vorrebbe come dirigente?
"Io sono l'allenatore, non sono nessuno per parlare neanche con un mito del romanismo come lui. Non posso dire 'Ti voglio, ti offro'. Io con lui parlo di banalità, 'Come stai? I figli?'. Parliamo di questo. La mia vita sociale a Roma è praticamente inesistente, ma dai pochi contatti che ho Totti è nella Roma, non è mai uscito da qua e non lo farà mai. Tutti i tifosi mi dimostrano l'affetto per lui, per me Francesco è qua. Ma 'Mourinho ha fatto, Mourinho ha chiesto' non è vero, non ho fatto niente".

Per gli esterni c'è un lavoro specifico che state facendo o le loro caratteristiche non gli permettono molti gol e assist?
"Quando un giocatore va in Nazionale significa che è stato preso in considerazione. Andarci è il sogno di tutti. Leo deve lavorare più con noi e fare meglio con noi, se così sarà tornerà a giocare con la Nazionale. Abbiamo diverse opzioni sugli esterni, sono tutti giocatori diversi e hanno bisogno di cose diverse. Dal punto di vista della condizione Kristensen è quello che sta meglio.Karsdorp ha avuto un ritiro difficile con infortuni e il solito ginocchio, con i soliti dubbi di mercato e finalmente ha trovato un po 'di equilibrio perché sa che rimarrà. Zalewski si è allenato con noi solo ieri, Leonardo è arrivato molto bene dalla Nazionale e si è allenato bene. Stephan ha fatto tutto: attaccante anche. Ha avuto quel piccolo infortunio che fa parte del suo storico, al polpaccio. Non sono grandi infortuni ma non l'hanno fatto allenare per queste due settimane. Sono giocatori utilizzabili in situazioni diverse. Con la crescita della squadra cresceranno anche loro. Kristensen non ci sarà in Europa ma non ne faremo un dramma perché abbiamo più opzioni".

Dopo la finale contro il Siviglia ha detto che era stanco di fare l'uomo di comunicazione. Questa situazione è un po' sanata o sente la necessità di essere affiancato da qualcuno?
"Non sono in controllo totale della situazione. La mia intenzione per questa stagione è zero giornate di squalifica sia per il campo sia per le conferenze stampa. Se non parlo non sarà mai per essere nervoso perché per uno che ha 1100 partite essere nervoso è una parola troppo grande. Non posso cambiare il mio DNA, la mia onestà di non dire la mia verità. Ecco perché non sono andato in conferenza stampa dopo il Milan. Questa è una sfida per me stesso, cercherò di non aver nessun tipo di problema".

Pensavo che la Roma affrontasse il Milan in un'altra maniera. Quale è stato il momento della preparazione della partita in cui Mourinho ha deciso di affrontarlo così. C'è stato qualche rimpianto?
"La formula del successo è di non sentire le persone che hanno meno capacità di te stesso, questo è importante. Sentire chi sa più di te o lo staff va bene, ma chi non è mai stato seduto su una panchina vera o chi non ha mai preparato gare di questo livello...".



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