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Sberle e contestazioni vs sorrisi e vittorie: Roma-Napoli agli opposti, ma nulla è già scritto

L'umiliante 6-1 subìto dal Bodo Glimt complica la maturazione dei giallorossi, mentre gli azzurri volano sia in Serie A che in Europa League
Venerdì 22 ottobre 2021
L'ottovolante delle coppe europee ha portato Roma e Napoli a specchiarsi mostrando un gap psicologico e tecnico assai più grande di quello che ci si aspettava. Se la squadra di Spalletti ha evidenziato tutte le sue qualità contro il Legia Varsavia, quella di Mourinho ha scritto una delle pagine più imbarazzanti della storia giallorossa, venendo umiliata per 6-1 a Bodo da una squadra al 218° posto nel ranking Uefa.

SCORIE NORVEGESI — E allora partiamo da qui, cioè dal fatto che non era mai capitato che una formazione allenata dallo Special One subisse sei reti in una sola partita. L'allenatore portoghese ha messo sul banco degli imputati le seconde linee a cui aveva dato fiducia, ma c'è anche dell'altro. Non è un caso che su twitter, ieri, Mourinho era in tendenza e anche in Europa molti commenti lo dipingevano come meno capace di incidere rispetto agli anni d'oro. Certo, il tecnico ha già chiesto ai Friedkin d'intervenire sul mercato, ma non si può dimenticare che contro il Bodo, se le riserve hanno fatto flop, quando sono entrati i titolari le cose sono andate anche peggio. E in fondo, i vari Reynolds, Calafiori, Kumbulla, Diawara, Darboe, Villar e Mayoral sono gli stessi che nello scorso anno hanno portato la Roma a vincere agevolmente il proprio girone di Europa League per poi arrivare fino alla semifinale. Insomma, c'è dell'altro sotto. E' facile concordare come i norvegesi "avevano una qualità superiore ai titolari della Roma" - parole di Mourinho - ma i siti di calcio mercato danno un valore dei loro undici pari ad appena 6,5 milioni contro i 111 milioni, davvero solo virtuali, dei colleghi giallorossi. Con queste premesse, la sfida contro il Napoli si sta preparando un due modi: sotto l'aspetto psicologico e dal punti di vista tecnico-tattico. Ovvero, Mourinho parla di "una ferita che resterà", anche se lui farà di tutto per resettare la psiche dei giocatori infondendo certezze. Le prime saranno il recupero di tutti i soliti titolari.

LE COPERTURE — Dentro quindi dall'inizio i vari Karsdorp, Mancini, Vina, Veretout e Zaniolo, oltre a quelli che ieri sono naufragati (Rui Patricio, Ibanez, Cristante Pellegrini, Mkhitaryan e Abraham). Poi, tatticamente, è facile immaginare che la Roma cercherà di non scoprirsi per non concedere spazi alle micidiali accelerazioni di Osimhen. La cosa che più conta, infatti, è non scoprirsi troppo, perché - in una squadra che ha subito già 17 gol in 13 gare - la quinta sconfitta stagionale potrebbe avere ripercussioni importanti dal punto di vista mentale.
AZZURRI: ALTRA MUSICA— Agli antipodi della Roma, non solo geograficamente, il Napoli arriva come meglio non potrebbe alla sfida dell'Olimpico e non solo per quel "punteggio pieno", unico nei migliori campionati del continente. La squadra arriva con nuove certezze acquisite dalla partita con il Legia Varsavia. Infatti Spalletti ha potuto testare la profondità della rosa recuperando pienamente giocatori che potranno essere fondamentali. Ci riferiamo soprattutto a Diego Demme e Dries Mertens. Il centrocampista tedesco non è solo un'alternativa ma propone un giro palla diverso, a volte anche più verticale. Mentre il belga sembra vicino a ritrovare il suo feeling con il gol. Il capocannoniere storico del Napoli ora può diventare uno spacca-partite, come in parte ha fatto già vedere col Torino. Frecce all'arco in più per uno Spalletti che è in perfetto controllo sull'intera rosa e sta utilizzando i cambi in maniera efficace. Il tecnico è riuscito a convincere i suoi che ora i titolari sono 16 e ci sono quelli del primo tempo e altri nella ripresa. E così anche se dalla panchina ecco entrare Osimhen e Politano nella ripresa con il Legia, decidendo la gara.

DUBBIO ZIELINSKI — In prospettiva della sfida di domenica, il tecnico ha due dubbi relativi alle condizioni fisiche di Manolas e Zielinski. Il difensore greco è improbabile che recuperi ed è particolarmente dispiaciuto perché essendo un ex ci avrebbe tenuto tantissimo a esserci contro la sua vecchia squadra. Più probabile il recupero del centrocampista polacco, lasciato a riposo in Europa League. Con Zielinski in campo il Napoli è più imprevedibile e passa senza difficoltà alcuna dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Se Piotr non fosse nelle condizioni migliori, Spalletti ha diverse opzioni e interpreti diversi: bisognerà vedere che tipo di partita vorrà impostare. Può inserire Elmas che assicura dinamismo. Oppure spostare a mezzala Fabian Ruiz inserendo Demme vertice basso in mediana. O ancora optare per un 4-2-3-1 più offensivo con Mertens dietro Osimhen, ma questa sembra più una soluzione da adottare in corsa, non in avvio di gara.
di Cecchini - Nicita
Fonte: Gazzetta dello Sport
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