Un pareggio di carattere, figlio di una gara stoica giocata in inferiorità numerica per un’espulsione che fa già discutere. Nel post-partita di Como-Roma, Gian Piero Gasperini analizza ai microfoni di Dazn un pomeriggio complesso, esaltando lo spirito di sacrificio di una squadra capace di resistere con lucidità agli assalti lariani dopo il contestato cartellino rosso sventolato a Malen. Il tecnico giallorosso si scaglia contro l’uso dei fotogrammi televisivi, accusati di falsificare la realtà del campo, per poi distribuire elogi ai singoli: dalla straordinaria intelligenza tattica di Paulo Dybala all’impeccabile affidabilità di Pierluigi Gollini tra i pali. Una prova di grande maturità che infonde fiducia in vista dell’attesissima notte di Champions League contro il Real Madrid del grande ex, José Mourinho.
Le parole di Gasperini
Analizzando le prestazioni dei singoli, l’allenatore giallorosso ha speso parole al miele per l’abnegazione e la qualità tecnica mostrata da Paulo Dybala:
«Credo che Dybala sia stato straordinario una volta in 10 nel secondo tempo a ripulire delle situazione non facili. Credo che, come i suoi compagni abbia fatto una partita di grande spessore. Non ricordo palloni persi da lui, peccato solo per quella situazione nel primo tempo in cui poteva fare gol. Anche oggi però è stata una prestazione straordinaria».

Proprio a causa dell’inferiorità numerica, il tecnico aveva inizialmente accarezzato l’idea di sacrificare l’argentino per riequilibrare l’assetto tattico inserendo Castro, ma l’intelligenza della Joya gli ha fatto cambiare piano in corsa:
«Uscito Malen quella era la soluzione ideale in campo. Dybala mi ha convinto strada facendo, ha incominciato a catalizzare diversi palloni, a darci la possibilità di respiro e di uscire. C’è stata qualche situazione che per pochissimo poteva nascere anche una ripartenza. Lui era quello un po’ più penalizzato perchè doveva ballare tra i due centrali del Como ma lo ha fatto con grande intelligenza e grande qualità da calciatore vero che conosce il calcio».
Sull’andamento generale della gara e sull’ottima tenuta difensiva mostrata dal gruppo, Gasperini non ha nascosto un pizzico di rammarico per quello che poteva essere l’esito della sfida a parità di uomini:
«Nel primo tempo abbiamo avuto delle occasioni importanti per fare gol. Qualcosa ha avuto anche il Como ma noi abbiamo dato la sensazione veramente di poter andare in vantaggio. Poi è ovvio che se giochi due terzi di partita in inferiorità numerica contro una squadra forte come il Como c’è rammarico. Non so come sarebbe finita ma eravamo abbastanza fiduciosi di avere ottime chance di vincerla. Così siamo stati costretti a difenderci e lo abbiamo fatto con grande lucidità. E’ ovvio che quando giochi 30 minuti in 10 ed esci con un pareggio va bene lo stesso».
Parole di grande apprezzamento sono state rivolte anche a Pierluigi Gollini, promosso titolare all’ultimo minuto e capace di infondere assoluta sicurezza a tutto il reparto arretrato:
«Gollini è stato indubbiamente bravo, anche nel rilancio con i piedi e con le mani. La squadra l’ha messo in questa situazione, è stato attento e preciso. La squadra lo ha messo nelle condizioni migliori. E’ un portiere che saprà sostituire molto bene Svilar».
Archiviato il campionato, la mente vola all’affascinante incrocio di Champions League contro il Real Madrid e al suggestivo incrocio con il grande ex José Mourinho. Su questo tema, l’allenatore ha voluto rimarcare la chiara identità della sua squadra rispetto a quella del passato:
«Il Real Madrid è una squadra di campioni incredibili, sia in campo che in panchina. Affrontiamo una delle migliori squadre in assoluto, tra le più forti d’Europa, che ha fatto un mercato straordinario. Mourinho a Roma ha lasciato un ricordo e un affetto straordinario, ma ora la nostra è un altro tipo di squadra. Molto diversa da quella che giocava con Mourinho, che a me sta dando grandi soddisfazioni. Anche oggi bisognava avere un grande morale, una grande condizione e un grande cuore per giocare così a Como».
A chiudere l’intervento, non poteva mancare la dura disamina dell’episodio chiave del match: il cartellino rosso sventolato a Malen. Gasperini ha difeso a spada tratta il suo attaccante, lanciando un fermo atto d’accusa contro l’utilizzo esasperato della tecnologia e dei fermo immagine.

«Mah… non lo so. C’è un fallo ripetuto su Malen. Dire che Malen faccia del gioco violento è difficile da sostenere. Ha avuto uno slancio dopo essere stato trattenuto e ha toccato anche la palla. Quello che è brutto è il salto, ma non c’è intenzionalità da parte di Malen. Sicuramente è stato un episodio che ha imbruttito la partita. Era una gara bellissima e così lo è stata di meno. Il calcio non è fatto di fotogrammi ma di azioni, altrimenti si può giustificare tutto. Non c’è nessuna volontà né determinazione a fare male da parte di Malen. E’ ora di smetterla coi fotogrammi, falsificano la realtà. Abbiamo subito questa cosa per anni, finalmente da quest’anno si vede un calcio più vero. Per favore, non torniamo indietro».