Farsi trovare pronti quando il dovere chiama, specialmente dopo due anni di lunga attesa. Pierluigi Gollini ha superato a pieni voti l’esame di Como, difendendo i pali della Roma con puntualità e precisione. Chiamato in extremis a sostituire l’infortunato Mile Svilar, l’estremo difensore ha risposto presente, dimostrando un’enorme affidabilità nonostante la prolungata lontananza dal terreno di gioco. Intercettato dai microfoni nel post-partita, il portiere giallorosso ha ripercorso a caldo le intense emozioni del suo ritorno da titolare, definendo l’ottima prestazione come la giusta ricompensa per l’incessante lavoro quotidiano. Evitando di alimentare polemiche sui discussi episodi arbitrali e svelando il bellissimo incoraggiamento ricevuto alla vigilia dal compagno di reparto, Gollini ha ribadito la sua missione: essere una risorsa preziosa per la Roma.
Le parole del portiere giallorosso
Intercettato dai microfoni nel post-partita, il portiere ha inizialmente preferito glissare sui discussi contatti di gioco che hanno coinvolto Wesley e Malen:
«Non ho ancora rivisto le immagini, ero lontano e non so».
Sulla lunga inattività e sulle intense emozioni provate nel ritrovare il campo da titolare, il numero dodici giallorosso non ha nascosto il grande trasporto del momento, tracciando un bilancio intimo e personale:
«Sicuramente è stata una partita che ho approcciato con un’attenzione diversa. Giocare una partita del genere dopo così tanto non è facile, inutile negarlo. La prestazione di oggi è una ricompensa per tutto. Durante la carriera ho guadagnato tutto, stando ogni giorno in campo e dando il massimo. Alla fine è un cerchio che si chiude».
Infine, Gollini ha voluto dedicare un pensiero al bellissimo rapporto di stima che lo lega al compagno di reparto, svelando le parole di incoraggiamento ricevute prima del fischio d’inizio:
«Ci siamo visti l’altro giorno, mi ha detto ‘Vai e divertiti’. E’ un grandissimo. Sono qui per aiutare la Roma quando ce n’è bisogno».