Primo episodio controverso di Como-Roma dopo appena otto minuti di gioco. Durante un’azione offensiva dei giallorossi, il pallone colpisce il braccio di Jacobo Ramón all’interno dell’area di rigore del Como. Immediate le proteste dei tifosi della Roma presenti nel settore ospiti del Sinigaglia, ma l’arbitro Michael Fabbri non ravvisa gli estremi per concedere il calcio di rigore. Una decisione che arriva dopo un rapido controllo del VAR, con il gioco che riprende regolarmente.
Como-Roma, tocco di mano di Ramón: perché Fabbri non concede rigore
L’episodio si verifica all’8′ del primo tempo, quando il pallone termina sul braccio del difensore spagnolo del Como, impegnato a difendere all’interno della propria area.
Dalle immagini, tuttavia, il braccio di Ramón appare aderente al corpo, senza un movimento che ne aumenti in maniera innaturale il volume. Una posizione che non sembra dunque configurare gli estremi per un calcio di rigore.
Curiosamente, a protestare con maggiore insistenza sono i sostenitori giallorossi presenti nel settore ospiti, mentre i calciatori della Roma non rivolgono particolari recriminazioni nei confronti del direttore di gara.
Como-Roma, rapido silent check del VAR: si riparte dal corner
L’episodio viene sottoposto a un rapido silent check, senza che si renda necessario l’intervento al monitor dell’arbitro Fabbri.
Dalla sala VAR, dove operano Gariglio e Abisso, non arrivano segnalazioni che portino a modificare la decisione iniziale. Il gioco riprende quindi con un calcio d’angolo per la Roma.
La squadra di Gian Piero Gasperini, intanto, ha già mostrato una buona intraprendenza offensiva nei primi minuti, riuscendo a creare alcune situazioni potenzialmente pericolose. Il risultato resta fermo sullo 0-0, ma la partita è già entrata nel vivo.