Due filosofie agli antipodi si scontrano per il ruolo di anti-Inter. Andrea Stramaccioni non ha dubbi: Como-Roma è la sfida tra le principali antagoniste dei nerazzurri. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico ha analizzato la partita a scacchi del Sinigaglia. Da un lato il dominio orizzontale e il palleggio asfissiante di Cesc Fabregas, dall’altro l’aggressività e la feroce intensità verticale di Gian Piero Gasperini. La chiave di volta, sottolinea Stramaccioni, sarà sottrarre certezze all’avversario. Un delicato incrocio tattico in cui Lorenzo Pellegrini potrebbe fungere da fondamentale equilibratore per i giallorossi, impreziosendo una gara illuminata dal confronto generazionale tra la fantasia del talento lariano Nico Paz e l’estro determinante del fuoriclasse Paulo Dybala.
Le parole di Stramaccioni
Riguardo alla possibilità che Como-Roma possa rappresentare la sfida tra le principali antagoniste dell’Inter, Stramaccioni ha affermato: «Senza dubbio sarà una sfida tra due squadre che hanno dimostrato di essere cresciute tantissimo nel finale dello scorso campionato e hanno ricominciato più forti e competitive. L’Inter però ha ancora qualcosa in più, anche se il gap si è ridotto».
Analizzando poi la possibile chiave tattica della partita, ha spiegato: «La grande qualità nel dominio del gioco, il controllo della palla, l’aggiramento orizzontale e la ricerca del varco da attaccare con qualità negli ultimi 20 metri sono aspetti che hanno spesso connotato il Como di Fabregas. Domenica se la vedranno con l’aggressione, la velocità e l’intensità verticale di Gasperini. Sono due modelli da ammirare. La chiave sarà a favore di chi riuscirà a togliere più “certezze” al proprio avversario, ad impedirgli cioè di giocare come vuole imponendo il suo ritmo».

Ripensando alle mosse di Fabregas dello scorso anno per togliere riferimenti ai giallorossi in costruzione e alla possibilità di nuove intuizioni, ha aggiunto: «Chi gioca contro Gasperini e ha caratteristiche di palleggio e dominio della palla cerca sempre di portare fuori zona le sue marcature principali e attaccare gli spazi che poi si generano. Prevedo tante rotazioni da parte del Como, con l’intento di svuotare e attaccare le spalle di chi esce».
Sulle contromosse che Gasperini potrebbe invece adottare per limitare le idee e il possesso dei lariani, ha ricordato: «La Roma in casa con il Como lo scorso anno giocò una grande partita, riducendo al minimo la qualità del Como e asfissiando le sue fonti. Al ritorno fu un’altra gara, anche se la Roma andò in vantaggio con un rigore scaturito da una pressione su costruzione dal basso. L’intento sarà ancora quello, ma non me la immagino assolutamente sbilanciata».
In merito a un possibile impiego dal primo minuto di Pellegrini a sinistra, sfruttando la sua capacità di abbassarsi e interpretare un doppio ruolo per aiutare in mezzo al campo, ha commentato: «Gasperini e Fabregas si sono incontrati quattro volte in Serie A e ogni volta nel tridente giallorosso è partito titolare un centrocampista, un “equilibratore”: Pasalic e Samardzic nelle due sfide con l’Atalanta e Pellegrini nelle due con la Roma. Quindi assolutamente sì, Lorenzo sarebbe perfetto per avere maggiore duttilità tattica. Ma se non fosse ancora pronto Gasperini potrebbe fare la stessa cosa anche deputando Soulé ad una partita di maggior sacrificio in fase di non possesso, come contro l’Inter».
Infine, su chi inciderà di più in campo tra l’estro di Dybala e la fantasia di Paz, ha concluso: «Sono due giocatori che fanno innamorare chi ama questo gioco. Sono ovviamente in un momento differente del loro percorso e hanno anche caratteristiche diverse. Paulo ha vinto tutto, è un giocatore che determina ed è più una seconda punta. Nico invece ha un talento cristallino ed è più un dieci in grado anche di abbassarsi o partire decentrato a destra. Ad oggi, però, Paulo è leggermente più determinante nella Roma di quanto non lo sia Nico nel Como».