Donadoni difende Romano: «Su uno così bisogna costruire. Diamogli tempo»

L’ex tecnico dello Spezia, che ha allenato il centrocampista cresciuto nella Roma, prende le difese del classe 2006 dopo il difficile esordio con l’Italia

Jacopo Mandò -
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Alessandro Romano
Romano non brilla in Nazionale: le dichiarazioni di Donadoni – Romaforever.it

Roberto Donadoni non ha dubbi su Alessandro Romano. Dopo l’esordio complicato del centrocampista del Cagliaricon la Nazionale, l’ex ct azzurro ha invitato tutti ad avere pazienza con il talento cresciuto nel settore giovanile della Roma. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Donadoni ha parlato di un ragazzo «di ottima prospettiva», sottolineandone qualità tecniche e caratteriali.

Romano ha debuttato dal primo minuto nell’Italia di Roberto Mancini contro il Belgio, nella prima giornata di Nations League. Una serata difficile per gli azzurri, sconfitti 2-0 all’Olimpico, e anche per il ventenne, protagonista dell’errore che ha dato origine alla rete del vantaggio belga.

Donadoni: «Cosa ci aspettavamo da un ventenne?»

Donadoni conosce bene Romano: lo ha allenato allo Spezia, dove il centrocampista era arrivato in prestito dalla Roma nel gennaio 2026. Proprio per questo, alla Gazzetta, l’allenatore ha difeso il suo ex giocatore: «In pochi mesi è passato dalla B alla Nazionale, realtà neppure paragonabili. Ai giovani va dato il tempo di metabolizzare il cambio di livello. Cosa ci aspettavamo da un ventenne?».

Nessuna critica neppure alla decisione di Mancini di lanciarlo immediatamente da titolare. «Romano è serio, disponibile, ha voglia di allenarsi e di dimostrare il suo valore. La base di partenza è ottima e su uno così bisogna costruire», ha spiegato Donadoni.

Da Trigoria all’Italia in pochi mesi

Il percorso di Romano rende ancora più significativo il salto. Cresciuto nel vivaio giallorosso dopo l’arrivo dal Winterthur nel 2022, ha esordito con la prima squadra della Roma prima di trasferirsi allo Spezia e, successivamente, al Cagliari.

Donadoni chiede soprattutto pazienza: «Se si pensa che possa essere il salvatore della patria o che i giovani crescano di colpo, si commettono gli stessi errori del passato». Un messaggio che riguarda la Nazionale, ma anche un talento sul quale la Roma aveva investito per anni prima della separazione della scorsa estate.