Un mix letale di tecnica, esplosività e intelligenza tattica che sta trascinando la Roma ai vertici della Serie A. Sulle colonne de Il Corriere dello Sport, Beppe Bergomi esalta senza mezzi termini le doti di Malen, l’attaccante che ha stregato Gian Piero Gasperini fin dal primo giorno. Dimenticate i classici colossi d’area di rigore: l’olandese impressiona per un repertorio completo, fatto di smarcamenti imprevedibili, un primo controllo infallibile e un “motore” che all’ex difensore ricorda persino Ronaldo il Fenomeno. Un centravanti atipico ma spietato, fiore all’occhiello di una squadra impermeabile in difesa e fisica a centrocampo. Qualità inequivocabili che, secondo lo storico capitano nerazzurro, rendono oggi la formazione giallorossa la più credibile alternativa per la conquista dello scudetto.
Le parole di Bergomi
Analizzando l’impatto devastante del nuovo attaccante giallorosso e la sua straordinaria intesa tattica con il tecnico, l’ex difensore nerazzurro non nasconde il suo stupore per le qualità dell’olandese, diventato un rebus irrisolvibile per le difese avversarie: «Sarà pur vero che gli attaccanti di Gasperini hanno sempre fatto gol, ma questo ci mette del suo. È incredibile come fosse convinto: “se vengo mi fai fare il centravanti?”, gli ha detto. La stessa cosa che voleva Gasperini. Ricordo ancora il suo debutto a Torino: gli ho visto fare dei movimenti fuori linea, sul corto, sul lungo, degli smarcamenti. Quando hai queste doti e non sbagli mai il primo controllo, fare gol sembra la cosa più facile».

Di fronte agli illustri paragoni scomodati in queste settimane per descrivere il fiuto del gol e le movenze della punta, Bergomi traccia l’identikit di un giocatore capace di condensare le doti di più campioni, azzardando un accostamento di altissimo profilo: «Malen è unico e al tempo stesso erede di tanti bomber. Non dico che mi ricorda Ronaldo il Fenomeno, ma ha quel tipo di movenze e un motore simile. Abilità nello stretto, smarcamenti, attacco alla profondità, capacità di duettare con i compagni, conclusioni: ha un repertorio completo, pur essendo un normotipo, distante da quei centravanti colossi di 190 cm che vanno per la maggiore».
Infine, allargando lo sguardo alle gerarchie del campionato, il giudizio sulle reali ambizioni tricolori della formazione capitolina non lascia spazio ad alcun dubbio: «Assolutamente sì perché ha solidità difensiva, fisicità a centrocampo e davanti gente davvero forte».