L’agente Riso esalta i leader giallorossi: “Cristante nella storia della Roma. Mancini, scelta d’amore”

Le dichiarazioni dell’agente dei due leader giallorossi

Jacopo Pagliara -
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Mancini e Cristante
Mancini e Cristante (RomaForever.it)

Leader carismatici e scelte dettate dal cuore. In un calcio sempre più dominato dalle logiche di mercato, il legame tra la Roma e due dei suoi pilastri, Bryan Cristante e Gianluca Mancini, si rafforza all’insegna del senso di appartenenza. A raccontare il peso specifico dei due azzurri nell’universo giallorosso è il loro agente Beppe Riso, protagonista di un’intervista sulle colonne di Tuttosport. Dalle parole del procuratore emerge l’impatto di un Cristante ormai entrato di diritto nella storia del club, sia dentro che fuori dal campo per le sue doti umane. Ma non solo: Riso svela anche l’inedito retroscena sul recente rinnovo del difensore centrale, che ha respinto offerte economicamente irrinunciabili pur di continuare a difendere i colori della Capitale.

Le parole dell’agente

Soffermandosi sul peso specifico di Bryan Cristante all’interno dell’ambiente giallorosso, il procuratore ha voluto ribadire l’impatto del centrocampista, andando oltre le semplici prospettive future: «Non è questione di destino, ma di attualità: Bryan è già nella storia della Roma. Più in generale, è un giocatore che segna la storia dei club nei quali gioca, sul campo e nell’ambiente, per l’uomo che è».

Mancini e Cristante (RomaForever.it)
Mancini e Cristante (RomaForever.it)

L’agente ha poi svelato un retroscena legato al recente prolungamento di contratto di Gianluca Mancini, evidenziando come il forte attaccamento del difensore alla piazza sia stato decisivo nel respingere le ricche lusinghe del mercato: «Mi ha detto una cosa molto semplice: “Giuseppe, io voglio rimanere qui”. E io gli ho risposto “Ma sei sicuro? Perché se poi sei pazzo, almeno dimmelo prima!”. Gianluca ha fatto una scelta di cuore. E non è scontato, soprattutto quando hai davanti un’offerta economicamente importante. Lui ha dato più peso a quello che sentiva che a quello che avrebbe potuto guadagnare».