Roma, con Rodrigo Mora cambia tutto: Gasperini studia il 3-4-1-2

L’arrivo del talento portoghese aggiunge una nuova soluzione all’attacco giallorosso: un trequartista alle spalle di due punte con caratteristiche complementari

Jacopo Mandò -
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Rodrigo Mora
Rodrigo Mora pronto alla nuova avventura: con lui Gasperini può cambiare modulo – Romaforever.it

L’arrivo di Rodrigo Mora apre nuove possibilità tattiche per Gian Piero Gasperini. Il portoghese, acquistato a titolo definitivo dal Porto e già al lavoro a Trigoria, nasce come trequartista e potrebbe favorire il passaggio della Roma dal consueto 3-4-2-1 a un 3-4-1-2, con il classe 2007 libero di muoversi alle spalle di due attaccanti. Il club ha ufficializzato Mora il 19 agosto e gli ha affidato la maglia numero 86.

Mora dietro due punte: Gasperini ha già provato la formula

Non sarebbe una rivoluzione completamente nuova. Durante il precampionato Gasperini ha già sperimentato il 3-4-1-2, schierando Donyell Malen e Santiago Castro davanti a un unico trequartista. Anche le ultime indicazioni sulla formazione giallorossa confermano la possibilità di vedere un giocatore solo tra le linee e due attaccanti più avanzati.

Con Mora, però, la soluzione acquista un significato diverso. Il portoghese può ricevere tra centrocampo e difesa, creare superiorità e servire due punte chiamate a occupare l’area in maniera complementare. Una variante che consentirebbe alla Roma di attaccare con maggiore presenza centrale senza rinunciare alla qualità sulla trequarti.

Malen, Castro e Dybala: cambiano i compiti

La chiave sarebbe proprio l’incastro tra gli attaccanti. Con Malen e Dybala, l’olandese potrebbe diventare il riferimento più avanzato, mentre la Joya avrebbe maggiore libertà di abbassarsi, associarsi con Mora e partire da seconda punta. Dybala, recentemente rinnovato fino al 30 giugno 2027, rimane infatti uno dei giocatori tecnicamente più importanti della rosa.

Differente la soluzione Castro-Malen. L’argentino, arrivato a titolo definitivo dal Bologna, può lavorare maggiormente spalle alla porta e creare gli spazi nei quali Malen attaccherebbe in profondità. Non esisterebbero quindi due centravanti statici, ma una coppia costruita su movimenti alternati.

Per Gasperini nasce così un’altra Roma possibile: Mora numero 10, due punte davanti e continui scambi di posizione. Non necessariamente il modulo di partenza, ma un’arma in più per cambiare volto alla squadra.