Con l’arrivo di Santiago Castro, la colonia argentina della Roma sale a tre giocatori. Il nuovo attaccante ritroverà a Trigoria l’amico Matias Soulé e potrà affidarsi all’esperienza di Paulo Dybala, diventato negli ultimi anni uno dei punti di riferimento dello spogliatoio giallorosso.
Un inserimento facilitato dalla lingua, dalla cultura calcistica condivisa e dal legame con Soulé. Entrambi sono cresciuti nel settore giovanile del Vélez Sarsfield, anche se hanno seguito percorsi differenti prima di ritrovarsi nella Capitale.
Dybala, Soulé e Castro
La nuova anima argentina della Roma sarà concentrata soprattutto nel reparto offensivo. Dybala, fresco di rinnovo fino al 2027, rappresenta la guida tecnica; Soulé è chiamato alla definitiva consacrazione, mentre Castro porta energia, profondità e gol.
Gian Piero Gasperini potrà anche schierarli contemporaneamente: Dybala sulla trequarti, Soulé partendo da destra e Castro come riferimento centrale. Un tridente interamente albiceleste che unirebbe fantasia, uno contro uno e presenza in area.
Per Castro la presenza dei due connazionali potrà diventare preziosa anche fuori dal campo. Il passaggio dal Bologna alla pressione dell’Olimpico sarà importante, ma a Trigoria troverà un ambiente già familiare.
Una storia iniziata nel 1927
Castro diventa il 40° argentino della storia romanista, proseguendo una tradizione cominciata nel 1927 con Arturo Chini Ludueña, primo straniero a vestire la maglia della Roma.
Il filo albiceleste attraversa quasi un secolo. Pedro Manfredini è il miglior marcatore argentino del club con 104 gol, mentre Abel Balbo detiene il primato di presenze con 182 partite. Poi gli eroi dello Scudetto Gabriel Batistuta e Walter Samuel, senza dimenticare Claudio Caniggia, Nicolás Burdisso, Erik Lamela, Diego Perotti, Federico Fazio e Leandro Paredes.
Adesso il testimone passa a Castro. La tradizione argentina della Roma continua, con una nuova generazione pronta a lasciare il proprio segno.