Pirlo e il rigore di Totti: “Ci fece capire tante cose”

L’ex centrocampista azzurro è tornato sul rigore decisivo del capitano della Roma contro l’Australia nel 2006

Jacopo Mandò -
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Pirlo e Totti
Pirlo e Totti durante un’amichevole: il retroscena del Mondiale 2006 – Romaforever.it

C’è un momento, nella storia del Mondiale 2006, in cui l’Italia capì davvero di poter andare fino in fondo. Per Andrea Pirlo, quel momento porta il nome di Francesco Totti. Nell’intervista concessa a Sportweek, l’ex centrocampista azzurro ha indicato il rigore segnato dal capitano della Roma contro l’Australia negli ottavi di finale come la svolta mentale della spedizione tedesca.

Il rigore di Totti

Alla domanda sul momento in cui iniziò a pensare che l’Italia potesse vincere il Mondiale, Pirlo ha risposto senza esitazioni: “Forse al rigore di Totti al novantesimo degli ottavi contro l’Australia. Quel momento lì ci ha fatto capire che magari anche la fortuna era dalla nostra parte, come dimostrò anche l’abbinamento successivo contro l’Ucraina, quindi dovevamo spingere più che potevamo”.

Un ricordo che riporta a una delle immagini più forti della carriera di Totti. L’Italia era in dieci per l’espulsione di Marco Materazzi, la partita sembrava destinata ai supplementari, poi lo strappo di Fabio Grosso, il rigore e la freddezza del numero 10 giallorosso. Un tiro pesantissimo, trasformato con una calma che ancora oggi resta nella memoria collettiva.

Roma nel destino azzurro

Per la Roma, quelle parole di Pirlo hanno un valore speciale. Perché raccontano quanto Totti, anche in una nazionale piena di campioni, fosse percepito come un giocatore capace di cambiare il destino di una partita con un solo gesto.

Quel rigore non fu solo un episodio tecnico. Fu una porta aperta sul resto del torneo. Dopo l’Australia arrivò l’Ucraina, poi la semifinale con la Germania e infine la notte di Berlino. In quel percorso, il capitano giallorosso lasciò un’impronta precisa: non quella del protagonista più continuo, ma quella dell’uomo che nel momento più fragile non tremò. E a distanza di vent’anni, anche Pirlo lo rimette al centro della storia.