Un’intervista decisamente fuori dagli schemi per Niccolò Pisilli. Il talento del centrocampo romanista si è messo in gioco in una divertente sfida organizzata dal suo sponsor tecnico, Skechers Italy, insieme alla nota content creator Lisa Offside.
Al posto della classica chiacchierata, il calciatore giallorosso ha dovuto rispondere a una serie di domande affrontando una doppia, complicata difficoltà: mantenere costantemente la palla in aria palleggiando e, contemporaneamente, evitare in modo assoluto di pronunciare le parole “sì” o “no”. Una vera e propria prova di coordinazione e lucidità mentale. Scopriamo di seguito cosa ha raccontato durante questa curiosa esibizione.
Le dichiarazioni del numero 61 giallorosso
Come ti chiamano nello spogliatoio?
“Piso”.
Tifavi Roma anche da bambino?
“Ho sempre tifato la Roma”.
Cantaci un pezzo dell’inno…
“Roma, Roma, Roma, core de sta città…”.
Prossimo anno Sanremo?
“Prossimo anno Olimpico ancora”.
Ci va la panna nella carbonara?
“Sarebbe un insulto alla tradizione romana”.
Che voto ti dai come calciatore?
“Che domandona… 7.5, posso migliorare ancora tante cose“.

Questa è stata l’intervista più bella che hai fatto?
“Molto difficile sicuramente…”.
Dalla Primavera a oggi il tuo stile di gioco si è evoluto: ti senti un centrocampista più completo?
“Sicuramente è stato un passaggio molto importante per poter giocare con i grandi. In Primavera segnavo spesso, ci tenevo molto e attaccavo tanto l’area per il modo di giocare che avevamo. Con i grandi, invece, devi essere un giocatore più completo e ti devi adattare alle richieste di mister. Cerco di fare questo ogni giorno per diventare un giocatore a tutto tondo, soprattutto nel calcio di oggi devi saper fare tutto“.
Chi era il tuo idolo?
“Difficile dire un solo giocatore. Io vedevo tutte le partite di calcio e non solo la Roma, mi è sempre piaciuto. Sono cresciuto negli anni in cui il Barcellona giocava in modo spettacolare, vedevo Iniesta e Messi che giocavano e allo stesso tempo si divertivano. Questa cosa mi ha fatto innamorare del calcio. Ti dico comunque Iniesta e Messi, mentre in Italia c’era Marchisio che mi piaceva molto”.
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