Derby, Sarri durissimo: “Domenica non vengo, non presenterei la squadra”

Il tecnico della Lazio attacca la gestione della data di Roma-Lazio: lunedì resta l’ipotesi indicata dalla Prefettura

Jacopo Mandò -
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Sarri durante un’intervista a Mediaset: le sue parole sul caos del Derby – Romaforever.it

Il caos sul Derby della Capitale diventa sempre più acceso. Dopo la finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter, Maurizio Sarri ha preso posizione in modo durissimo sulla possibile data di Roma-Lazio, attaccando la gestione della Lega Serie A e difendendo l’indicazione della Prefettura, che ha disposto la partita per lunedì 18 maggio alle 20:45. La Lega, però, ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del Prefetto.

Sarri alza la voce

Le parole dell’allenatore biancoceleste sono pesantissime e rendono ancora più teso il clima attorno al derby: “La sensazione è che lunedì vengo, domenica alle 12:30 non vengo: a quell’ora giocano loro. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega. Il Prefetto è stato chiaro, speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente, non presenterei neanche la squadra”.

Una presa di posizione netta, che sposta la discussione dal semplice calendario al terreno istituzionale. Sarri contesta l’ipotesi di giocare all’ora di pranzo, soprattutto in una giornata in cui diverse squadre sono ancora coinvolte nella corsa europea. Il tecnico della Lazio ha parlato apertamente di errori della Lega, indicando il lunedì sera come soluzione più coerente con il quadro tracciato dalla Prefettura.

Derby sempre più incandescente

Il problema, adesso, non è soltanto sportivo. Il derby rischia di arrivare con un clima pesantissimo, tra ricorsi, decisioni attese e proteste dei tifosi. Per la Roma, la situazione resta delicatissima. La squadra di Gian Piero Gasperini si gioca punti fondamentali nella corsa europea, ma intorno alla partita cresce un rumore che rischia di coprire il campo. Le parole di Sarri confermano quanto il derby sia ormai diventato un caso nazionale: non più soltanto Roma-Lazio, ma una partita sospesa tra calcio, ordine pubblico, calendari e rapporti di forza.