Quando parla Radja Nainggolan, difficilmente le parole passano inosservate. L’ex centrocampista della Roma, ospite di Sky Calcio Unplugged, si è prestato al gioco dei confronti tra il suo prime e alcuni dei migliori centrocampisti attuali. Tra i nomi proposti anche quello di Manu Koné, oggi uno dei giocatori più importanti della squadra di Gian Piero Gasperini.
La risposta del Ninja è stata netta, quasi istintiva: “Io, ovvio. Non si può neanche paragonare, ancora”. Una frase forte, ma non necessariamente una bocciatura. Piuttosto, il riconoscimento implicito di un confronto che, fino a pochi mesi fa, sarebbe sembrato impensabile.
Nainggolan sceglie sé stesso
Nel gioco, Nainggolan non si è nascosto. Si è preferito a Calhanoglu, Rabiot e McTominay, mentre ha riconosciuto la superiorità di Barella, De Bruyne e Modric, definito di fatto un riferimento assoluto del ruolo. Su Koné, però, la risposta ha un peso diverso perché tocca direttamente il mondo Roma.
Il francese sta crescendo dentro una stagione in cui fisicità, strappi e duelli sono diventati centrali nel sistema di Gasperini. Il paragone con Nainggolan resta prematuro, ma nasce da una somiglianza evidente: intensità, aggressività, capacità di rompere la partita e presenza emotiva in mezzo al campo.
Koné, il paragone è già una notizia
Il punto vero è proprio questo: Koné non è ancora al livello del miglior Nainggolan, ma il fatto che venga inserito in quel tipo di confronto racconta la sua crescita. Alla Roma mancava da tempo un centrocampista capace di portare quella sensazione di forza totale, di dominio fisico, di impatto continuo.
Il Ninja ha difeso il proprio prime, e ci sta. Ma per Koné resta un segnale importante: se il suo nome viene accostato a quello di uno dei centrocampisti più iconici dell’era recente giallorossa, significa che la strada è quella giusta.