Inchiesta arbitri: le dichiarazioni di De Meo

L’ex arbitro ha parlato di alcune procedure che avvenivano in sala VAR

Jacopo Pagliara -
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Pasquale De Meo
Pasquale De Meo (RomaForever.it)

Lo scandalo che sta investendo l’organizzazione dei direttori di gara italiani e il designatore Gianluca Rocchi si fa sempre più profondo, alimentato dall’emergere di nuovi retroscena e testimonianze dirette. A complicare ulteriormente la posizione dei vertici arbitrali sono arrivate le recenti dichiarazioni rilasciate all’agenzia AGI dall’ex fischietto Pasquale De Meo, le quali hanno gettato un’ombra inquietante sulle procedure di gestione della tecnologia in campo.

Le dichiarazioni di De Meo

Di seguito le parole esatte dell’ex arbitro in merito al sistema utilizzato e al clima tra i colleghi:

“Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del ‘pugno-carta-forbice’. Tutti sapevano e vivevano con malumore.”

Sulla violazione dei protocolli e sulla regolarità del campionato:

Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Naturalmente era una cosa vietata dal protocollo. I Var e gli Avar erano designati e nessuno sarebbe potuto intervenire da fuori. E poi: perché in alcune partite scattava il ‘pugno-mano-forbice’ e in altre no? Così veniva falsato il campionato.”

Gianluca Rocchi
Gianluca Rocchi (RomaForever.it)

Riguardo all’archiviazione delle denunce e all’intervento della magistratura:

“La mia storia assomiglia a quella di Domenico Rocca, anche a me venne archiviato un esposto dal procuratore federale Giuseppe Chiné. La sua denuncia era nei confronti di Gianluca Rocchi e degli arbitri Valeri e Orsato e venne archiviata. […] Oggi non ho niente da festeggiare ma sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria e che ci sarà un giudizio imparziale da parte di un organo super partes su quello che succedeva.”