Alla vigilia di una partita che pesa tantissimo nella corsa scudetto e nella corsa Champions, Beppe Marotta non ha parlato solo di campo. Anzi. Nel prepartita di Inter-Roma a DAZN, il presidente dell’Inter ha usato parole molto forti soprattutto per difendere Bastoni, diventato uno dei nomi più discussi degli ultimi giorni dopo l’eliminazione azzurra contro la Bosnia. Nelle dichiarazioni che mi hai riportato, il concetto centrale è chiarissimo: per Marotta, l’errore del difensore non può trasformarsi in una gogna continua. E infatti la frase che resta più impressa è proprio questa: “Vergognoso che venga sottoposto a questo linciaggio”. Sullo sfondo, del resto, c’è una settimana in cui il calcio italiano è entrato in piena crisi pubblica dopo la terza mancata qualificazione mondiale consecutiva.
Difesa totale di Bastoni
Il passaggio più pesante del suo intervento è quello umano prima ancora che tecnico. Marotta, nelle parole che mi hai riportato, riconosce l’errore di Bastoni, ma rifiuta il processo permanente attorno al giocatore. È una presa di posizione che ha un doppio significato. Da una parte protegge uno dei simboli dell’Inter in un momento delicato, dall’altra prova a spostare il discorso: dall’errore individuale alla misura della reazione collettiva. E non è un tema secondario, perché Bastoni è finito al centro di una settimana già pesantissima per l’azzurro, in un’Italia uscita ancora una volta dal Mondiale e travolta dalle polemiche.
Il Barcellona e la porta chiusa
Subito dopo, sempre nelle dichiarazioni che mi hai riportato, Marotta ha allargato il discorso anche al mercato: “Barcellona? Niente voci, non deve per forza lasciare questa maglia”. Anche qui il messaggio è forte, soprattutto perché arriva in giorni in cui dalla Spagna e dall’Italia sono cirolate diverse indiscrezioni sull’interesse blaugrana per il difensore nerazzurro. La Gazzetta dello Sport, per esempio, ha riferito nelle scorse settimane di un pressing concreto del Barcellona e di una situazione da monitorare, pur senza una trattativa formalmente chiusa. Per questo le parole del presidente interista suonano come una risposta politica prima ancora che di mercato: Bastoni resta un patrimonio da difendere, non un sacrificabile da esporre al rumore del momento.
Il calcio italiano secondo Marotta
Interessante anche il terzo tema toccato nel prepartita. Marotta, sempre secondo le frasi che mi hai riportato, ha scelto di non banalizzare il disastro del calcio italiano, parlando di crisi ampia e di mancanza di talenti, con la necessità di un confronto serio e non litigioso. È una lettura che si inserisce perfettamente dentro il dibattito esploso dopo Bosnia-Italia, dove molte voci hanno chiesto di smettere di cercare solo colpevoli immediati e di affrontare piuttosto i problemi strutturali del sistema: vivai, formazione, spazio ai giovani, qualità diffusa. In questo senso, il presidente dell’Inter prova a fare una distinzione netta: un conto è l’errore del singolo, un altro è la malattia di tutto il movimento.