Roma, crollo improvviso al Sinigaglia: pari Como, rosso a Wesley e gara ora in salita totale

Dal cambio difensivo di Gasperini al gol di Douvikas, fino all’espulsione che fa infuriare i giallorossi: in pochi minuti la partita si ribalta

Jacopo Mandò -
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Wesley
Wesley e il rosso a Como: la Roma ora rischia davvero – Romaforever.it

La Roma si complica tutto da sola nel momento più delicato della partita. Dopo aver chiuso il primo tempo avanti grazie al rigore di Malen, i giallorossi rientrano in campo con l’idea di difendere il vantaggio, ma tra il 56’ e il 64’ il match cambia completamente faccia. Il Como trova il pareggio con Douvikas, la squadra di Gasperini spreca una chance enorme per tornare subito avanti e poi resta addirittura in dieci uomini per il discusso doppio giallo a Wesley. E come se non bastasse, anche Celik dà l’impressione di avere problemi al polpaccio. Adesso, al 67’, la sensazione è una sola: la partita si è messa malissimo.

Il segnale di Gasperini

Il primo messaggio della ripresa arriva al 56’, quando Gasperini richiama fuori El Shaarawy e inserisce Rensch. Una scelta che racconta molto bene l’inerzia del momento. Il Faraone, fino a quel punto, era stato tra i migliori dei giallorossi: aveva conquistato il rigore dell’1-0 e aveva dato ossigeno alla squadra con lavoro, sacrificio e letture giuste. La sua uscita, però, segna quasi una resa tattica: la Roma abbassa ancora di più il proprio baricentro e sceglie apertamente di difendere.

L’errore che riapre tutto

Il pareggio del Como arriva appena tre minuti dopo e ha il sapore del pasticcio. Al 59’ la squadra di Fabregas trova la giocata in profondità che spacca la linea difensiva romanista: Hermoso legge male l’azione, pensa di salire per attuare la trappola del fuorigioco ma si perde completamente Douvikas, che viene servito nello spazio e firma l’1-1.

È un gol che punisce la passività della Roma, ma anche una disattenzione individuale pesantissima. Perché in una gara già delicata, in un momento in cui il Como stava spingendo da diversi minuti, serviva tutto tranne un errore di sincronismo del genere. E invece i giallorossi si fanno trovare scoperti proprio dove non potevano permetterselo.

L’occasione buttata

La reazione della Roma, paradossalmente, arriva subito. E al 60’ la squadra di Gasperini ha tra i piedi una palla clamorosa per tornare in vantaggio. Wesley parte in contropiede sulla fascia con una progressione devastante, brucia campo e uomini e mette in profondità Malen. L’olandese, però, legge troppo tardi la situazione: sull’altro lato c’è Pellegrini, completamente solo davanti a Butez, ma il passaggio arriva con un secondo di ritardo.

Quel secondo cambia tutto. Il pallone di Malen viene murato dall’intervento disperato in scivolata di Jacobo Ramòn e la Roma spreca una chance enorme. Forse la più grande, al netto del rigore. In una partita che si stava già inclinando, quello era il momento da colpire. E i giallorossi lo hanno lasciato scappare.

Il rosso che fa esplodere la gara

Al 64’ arriva poi l’episodio che rischia di segnare definitivamente il pomeriggio romanista. Wesley viene espulso per doppio giallo dopo un presunto fallo in ripartenza su Diao. Ma il contatto lascia enormi dubbi: il brasiliano non sembra davvero affondare il tackle e la sensazione, rivedendo l’azione, è che il provvedimento sia eccessivo.

La Roma resta così in dieci nel momento peggiore possibile, con il Como già in fiducia e con la partita emotivamente scivolata dalla parte dei padroni di casa. Gasperini prova a correre ai ripari e cambia subito: dentro Pisilli per Pellegrinie Robinio Vaz per Malen. Ma da quel momento in poi il match assume i contorni di una resistenza.

Come se non bastasse, c’è anche un altro dettaglio che preoccupa. Celik sembra accusare problemi al polpaccio, un segnale pessimo in una fase in cui la Roma avrebbe bisogno di lucidità, corsa e tenuta fisica. Tra il pari subito, l’uomo in meno e le difficoltà fisiche che iniziano ad affiorare, i giallorossi si ritrovano improvvisamente schiacciati dentro una partita che fino a pochi minuti prima stavano ancora controllando almeno nel punteggio.

Al 67’ il quadro è chiarissimo: il vantaggio è sparito, la serenità pure. E adesso la Roma non deve soltanto provare a salvare il risultato. Deve soprattutto evitare che questa gara si trasformi in una ferita pesantissima nella corsa alla prossima Champions League.