Dybala, il paradosso che fa ancora più male: nessuno come lui, solo Dimarco

La Joya è seconda in Serie A per passaggi chiave a partita. E proprio questo dato rende il suo possibile addio ancora più pesante

Jacopo Mandò -
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Dybala
Dybala da record: come lui solo Dimarco per passaggi chiave – Romaforever.it

Il paradosso di Paulo Dybala sta tutto qui. Mentre il suo futuro alla Roma appare sempre più fragile, i numeri continuano a ricordare a tutti che tipo di giocatore sia ancora. Nella classifica dei passaggi chiave medi a partita, l’argentino è secondo in Serie A con 2,4, dietro soltanto a Federico Dimarco, fermo a 2,8. E non stiamo parlando di un dettaglio statistico qualsiasi: stiamo parlando della capacità più preziosa che un campione offensivo possa avere, cioè cambiare la partita con una giocata che gli altri nemmeno vedono.

Il vero peso

Questo dato racconta una verità semplice. Quando Dybala sta bene, anche solo per spezzoni o per periodi non lunghissimi, la Roma alza immediatamente il suo livello creativo. La rifinitura, l’ultimo passaggio, la sensibilità tecnica tra le linee: tutto cambia. Non serve neppure che sia dominante per novanta minuti, perché spesso gli basta una giocata per spostare il senso della serata. Ed è proprio questo che rende tutto più amaro: la sua incidenza resta da fuoriclasse, anche in una stagione in cui il fisico gli ha tolto continuità.

Ennesimo stop

L’operazione al menisco laterale, con uno stop stimato in circa 45 giorni, ha riaperto in modo serio tutti i dubbi sul suo futuro. Dybala non gioca dal 25 gennaio e il suo contratto con la Roma scade a giugno 2026. Intanto, dall’Argentina, il richiamo del Boca Juniors resta vivo, con contatti già avviati secondo più fonti.

Il rimpianto

E allora sì, viene naturale pensarlo. Per la Roma e per il calcio italiano, Dybala rischia di restare uno dei grandi what if della sua generazione: un talento capace di numeri altissimi, ma troppo spesso frenato dal proprio corpo. Se davvero a fine stagione le strade dovessero separarsi, resterà questa sensazione fortissima: che ogni volta che c’era, la differenza si vedeva eccome. E che forse, proprio per questo, lasciarlo andare farà ancora più male.