Ci sono partite che cambiano faccia in pochi secondi, e Genoa-Roma è diventata esattamente questo all’inizio del secondo tempo. Fino a quel momento il match era rimasto bloccato, teso, sporco, ma senza una vera svolta. Poi, nel giro di tre minuti, la serata giallorossa è passata dalla paura vera alla resurrezione immediata: prima l’errore di Pellegrini, poi la risposta di Ndicka.
Pellegrini la indirizza male
Il primo episodio che spezza l’equilibrio arriva al 52’. In area giallorossa, Pellegrini va in difficoltà su Ellertsson, commette fallo e concede il rigore al Genoa. Dal dischetto si presenta Junior Messias, che firma l’1-0 e manda avanti la squadra di Daniele De Rossi, cambiando completamente l’inerzia della partita.
Ndicka la rimette in piedi subito
La reazione della Roma, però, è immediata. Al 55’ i giallorossi trovano il pareggio sugli sviluppi di un corner: nella mischia successiva a un colpo di testa di Mancini e a un salvataggio sulla linea, la palla finisce addosso a Ndicka, che da pochi passi firma l’1-1 e gela il Ferraris. È il classico gol sporco, caotico, pesantissimo, proprio quello che serviva a una squadra che sembrava appena finita nel momento peggiore della sua serata.
Da possibile disastro a partita riaperta
Ed è proprio qui che il pezzo cambia senso. Perché fino al rigore la Roma stava rischiando di trasformare una gara complicata in un’altra serata di rimpianti e tensioni. Invece il pari immediato di Ndicka toglie ossigeno al Genoa, rimette tutto in discussione e cancella almeno in parte l’effetto devastante dell’1-0. In pratica, in tre minuti, i giallorossi sono passati da una situazione quasi da crollo nervoso a una partita completamente riaperta.
Il paradosso della serata
Il dettaglio più clamoroso, però, è un altro: a rimettere in piedi la Roma è proprio Ndicka, cioè il giocatore che si era già preso un giallo pesantissimo nel primo tempo e che, da diffidato, salterà la prossima sfida contro il Como. Una serata paradossale, quindi: prima la mazzata in ottica futura, poi il gol che salva il presente. Ed è anche per questo che l’1-1 del Ferraris pesa molto più di un semplice pareggio momentaneo.