A dodici partite dal traguardo, la classifica disegna un imbuto: Milan 54, Napoli 50, Roma 50, Juventus 46, Como 45, Atalanta 45.
La fotografia è semplice, la lettura molto meno: quando la distanza è di un paio di episodi, il calendario diventa una lente—e gli scontri diretti non sono solo “rischio”, ma anche occasione di togliere punti agli altri.
Champions, il quadro degli scontri diretti
La Roma ha 5 big match su 12 (Juve, Como, Inter, Atalanta, Lazio), più di quasi tutte le rivali. Tradotto: la Roma non deve aspettare inciampi, può provocarli. È il lato nascosto del “calendario difficile”: se vinci, non fai solo tre punti—ne cancelli potenziali a chi ti sta accanto.
Il primo test è già segnato in rosso: Roma-Juventus domenica 1 marzo alle 20:45 all’Olimpico.
E racconta qualcosa subito: la Juve arriva da una settimana che consuma energie e pressione, mentre per la Roma è l’occasione di trasformare lo scontro diretto in leva psicologica: far diventare la volata un inseguimento per gli altri.
Chi è in vantaggio?
Sì, il Napoli “sulla carta” sembra avere un sentiero più lineare (meno incroci ad alta tensione), ma in un finale così trafficato la vera differenza la fa chi sa vincere le partite “normali” senza perdere lucidità. E qui la Roma ha una chance enorme: perché, per una volta, il destino non è un calcolo da risultati altrui—è una serie di porte che puoi aprire tu.