Ieri il Bodø/Glimt ha completato l’impresa a San Siro: 2-1 all’Inter e 5-2 complessivo dopo il 3-1 dell’andata. Gol di Hauge ed Evjen, inutile la firma di Bastoni.
Non è “solo” un’eliminazione clamorosa: è un pezzo di storia. Per la prima volta una squadra norvegese ha eliminato una italiana in una fase a eliminazione diretta di Champions League; in Europa era già successo solo col Bodø/Glimt contro la Lazio in Europa League 2024/25.
Ranking UEFA: l’uscita dell’Inter pesa (e la quinta in Champions si allontana)
Il punto, per l’Italia, è che ogni eliminazione riduce la capacità di inseguire i due “European Performance Spots” (le famose cinque squadre in Champions) assegnati alle prime due nazioni per rendimento stagionale. Oggi, “as it stands”, UEFA indica Inghilterra e Germania davanti.
E nelle proiezioni più citate in Italia, il nostro campionato è in rincorsa, non più al riparo.
La Norvegia ci ha già “spiegato” il cambio di mondo
Non è un fulmine isolato: a livello di nazionali, nelle qualificazioni al Mondiale 2026 la Norvegia ha battuto l’Italia 3-0 a Oslo e 4-1 a Milano: 7 gol in due partite.
E a livello di club, la stessa “lezione” era arrivata con la Lazio, eliminata ai rigori dopo la doppia sfida del 2025.
Roma e il 6-1: ieri era scherno, oggi è contesto
Sui social è tornato inevitabile il ricordo di quel 6-1 incassato dalla Roma in Norvegia: allora sembrava un’eccezione grottesca, oggi è l’anticipo di una verità più scomoda. Non esistono più trasferte “facili”, non esistono più campionati “minori” intesi come terreno di caccia. Esistono solo progetti, idee e intensità. E il Bodø/Glimt sta dimostrando che, se le hai, puoi far male a chiunque.