La Roma vive una stagione in cui i problemi fisici sono diventati un tema quotidiano, e proprio da qui parte la stoccata di Ciccio Graziani in tv. L’ex giallorosso, intervenuto in una trasmissione serale di Sportitalia, ha messo il dito dove brucia: “A gennaio serve gente pronta”, non giocatori che dopo un’ora devi già gestire. Un attacco frontale che, di fatto, ribalta la domanda: il mercato è stato davvero “bello” o semplicemente “necessario”? (E con costi nascosti.)
Non è una bocciatura per Malen e Zaragoza: è un’accusa al concetto di “gennaio”
Il punto di Graziani è brutale ma lineare: se l’allenatore deve alzare la voce perché Zaragoza “ha 35 minuti nelle gambe”, allora il problema non è il talento, è il contesto. Gennaio non è una pre-season: è una stampella immediata. E se sei costretto a sostituire presto anche Malen, vuol dire che l’impatto c’è, ma manca la base atletica per renderlo sostenibile per 90 minuti. In una Roma già colpita da un numero altissimo di assenze stagionali, il tema “pronti subito” pesa il doppio.
“Il Milan li aveva già”: la frase che incendia il confronto
Quando gli accostano il mercato romanista a quello del Milan, Graziani chiude la porta: “Il Milan davanti i giocatori li aveva già”. E poi affonda: “La Roma chi aveva? Ferguson, Dovbyk e Bailey: in tre non ne facevano uno buono”. È una provocazione, certo, ma fotografa la sua idea: la Roma ha dovuto comprare per sopravvivere, non per rifinire. E allora il giudizio diventa un referendum su una cosa sola: quanto può reggere una corsa europea se le nuove soluzioni vanno dosate subito?