“Il rugby, con il diluvio, ha fatto scempio del prato dell’Olimpico… lunedì sera è meglio andare a giocare a Villa Pamphili”. È una delle frasi che sta girando tra i tifosi giallorossi, e non nasce dal nulla: a Roma è scattata allerta meteo, con piogge intense proprio nelle ore in cui l’Olimpico ospitava Italia–Scozia del Sei Nazioni.
Rugby sì, ma soprattutto: meteo e “stress test” del prato
Il punto non è demonizzare il rugby (evento enorme e programmato da tempo): il tema è l’incastro tra calendario e maltempo. La Gazzetta ha parlato di allerta e di misure per proteggere il terreno, mentre testate di settore hanno mostrato la copertura con teli impermeabili proprio per preservare l’integrità del manto. Segnale chiaro: il rischio “campo pesante” era previsto.
Colpa della Lega? La verità sta nel margine: quanto tempo hai per riparare
Qui entra la parte scomoda: quando lo stadio è casa di più sport, la variabile decisiva diventa il tempo tecnico per il ripristino (zolle, livellamento, drenaggio, taglio, trattamenti). Con Roma-Cagliari a distanza ravvicinata, la paura dei tifosi è che basti un campo irregolare per “sporcare” la partita: rimbalzi imprevedibili, scivolate, gestione più casuale e rischio fisico più alto (specie per chi ha già assenze in attacco).
La sensazione, quindi, è questa: non è una guerra “calcio vs rugby”, ma una richiesta precisa alla gestione dell’impianto e a chi compone i calendari—mettere i club nelle condizioni di giocare una partita normale.