Non è una statistica da nostalgia, è un indizio sul presente: in un club dove il ruolo del portiere vive di gerarchie rigide, esistono giocatori che passano, si allenano, stanno nel gruppo… eppure non arrivano mai al momento zero: l’esordio. Secondo una ricostruzione recente, gli ultimi cinque portieri non provenienti dal vivaio ad aver lasciato la Roma senza giocare ufficialmente sono Devis Vásquez (2026), Simone Farelli (2021), Dimitrios Eleftheropoulos (2006), Andrea Campagnolo (2000), Andrea Pazzagli (1994).
Non è sfortuna: è una gerarchia (quasi) invalicabile
Il caso fresco è quello di Devis Vásquez: arrivato come soluzione di profondità, è ripartito in prestito al Beşiktaş senza una presenza ufficiale.
Prima di lui, Simone Farelli: preso come terzo portiere “di esperienza” nel 2021, utile allo spogliatoio più che al campo.
Il filo comune è sempre lo stesso: quando hai un titolare e una riserva già definiti, il terzo è spesso una figura funzionale… e il debutto diventa un lusso che non arriva mai.
Ecco cosa dice (davvero) questa lista sulla Roma
Guardando indietro, i casi di Dimitrios Eleftheropoulos (arrivò dal Milan e rimase senza minuti), Andrea Campagnolo (tenuto tre anni e poi ceduto senza una presenza) e Andrea Pazzagli (terzo dietro i titolari, mai impiegato) raccontano una verità semplice: Roma raramente “sperimenta” tra i pali.
Ed è qui che il tema diventa attuale: se vuoi costruire continuità (e valore), serve filiera vera. Anche per questo l’Under 23 non è un vezzo: è una necessità, perché tra Primavera e prima squadra il salto è enorme — e nel ruolo del portiere lo è ancora di più.