In Serie A lo raccontano tutti come “allarme McTominay”. Ma la notizia vera, in chiave Roma, è un’altra: chi prende quel posto, e soprattutto con quali compiti. Perché il Napoli non perde solo gamba e fisicità: perde un “equilibratore” che negli ultimi mesi ha finito per coprire più ruoli del previsto.
Il piano A del Napoli: Elmas più basso e un trequartista in più
Il primo indizio è già dentro Genoa-Napoli: all’uscita di McTominay, Conte ha inserito Giovane e ha arretrato Eljif Elmas accanto a Lobotka. Tradotto: se lo scozzese non recupera, la soluzione “più naturale” è ripetere quel copione, liberando un uomo tra le linee. E qui entra in scena Antonio Vergara, che per caratteristiche è uno dei pochi in rosa capaci di ricevere tra le linee e accendere la giocata senza bisogno di grandi giri palla.
Il piano B: adattamenti, Giovane titolare o mossa Primavera
Se l’emergenza si allarga, Conte può anche “barare” di sistema: Elmas interno stabile, Vergara da mezzala offensiva, oppure Giovane con più minuti e responsabilità del previsto (è arrivato a gennaio proprio per dare opzioni).
Ed è qui che la Roma può trovare il vantaggio: più il Napoli è costretto a improvvisare, più aumenta la possibilità di vedere scelte ibride o giovani con poca esperienza in un match che pesa. In pratica: meno certezze nelle distanze in mezzo al campo, più spazio per attaccare la seconda palla e arrivare sulla trequarti con campo aperto. E per una Roma “di Gasperini” è il tipo di partita che può cambiare su due letture giuste.