Non è solo “un nome sfumato”. È un indizio: la Roma voleva un esterno mancino capace di fare la fascia come la intende Gasperini, cioè correndo due partite in una: spinta, copertura, gamba, letture. Bernasconi era il profilo perfetto perché arriva da un percorso “alla Dea”: Under 23, crescita, poi salto nel grande calcio.
Che tipo di giocatore è Bernasconi e perché piaceva tanto
Classe 2003, mancino, 1,90: nasce come esterno di sinistra ma può abbassarsi da terzino e, all’occorrenza, stringere da braccetto/difensore centrale.
Il dato che spiega il “perché” è la produzione: con l’Under 23 dell’Atalanta ha messo insieme una stagione da specialista di corsia (42 presenze, 12 assist e 3 gol) prima di debuttare in Serie A. Non è solo uno che “corre”, è uno che arriva sul fondo con senso e può creare occasioni.
Come sarebbe cambiata la Roma con lui: l’effetto domino sulle fasce
Se l’affare fosse entrato, la Roma avrebbe aggiunto un’arma che oggi manca spesso: un esterno sinistro già educato a giocare in ampiezza e ad alternare sovrapposizione e diagonale difensiva senza perdere equilibrio. E soprattutto avrebbe avuto un’opzione “ibrida” utile anche a partita in corso: spingi a sinistra senza sbilanciarti, oppure lo abbassi e liberi un uomo offensivo davanti.
Non a caso, Bernasconi era stato lanciato nel grande giro proprio da Gasperini: era una scorciatoia tattica e mentale, non solo un acquisto.