È una di quelle coincidenze che, a Roma, diventano subito narrativa. Perché sì: giocare di lunedì col Cagliari “porta discretamente bene”. Ma la vera notizia è un’altra: anche allora, come oggi, i giallorossi vivevano con l’ossessione del quarto posto. Cambiano gli uomini, cambia la classifica, cambia il contesto. Il bersaglio, però, è identico: tornare a sentire la musica della Champions League.
Roma-Cagliari, 5 febbraio 2024: De Rossi, il trio davanti e un 4-0 che sapeva di svolta
Quella sera c’era Daniele De Rossi in panchina, in campo un attacco che oggi sembra un’altra epoca: Romelu Lukaku con Paulo Dybala (doppietta) e Pellegrini a fare da bussola. In porta Rui Patricio, con Mile Svilar in panchina, e il sigillo di Dean Huijsen per chiudere il 4-0.
La cosa più “simile” a oggi? La pressione della classifica: la Roma partiva a -1 dal quarto posto che, in quel momento, era occupato da Atalanta.
Due anni dopo: cambia la rivale, non cambia la fame
Oggi la Roma arriva a questo lunedì con una ferita fresca (Udine) e una certezza scomoda: il quarto posto è scivolato via ed è tornato nelle mani della Juventus, con i giallorossi quinti.
E allora quel precedente del 2024 diventa utile non come amuleto, ma come messaggio: la partita col Cagliari è il classico bivio in cui o riaccendi la corsa o la rendi più ripida. Con Gian Piero Gasperini la Roma sta ancora cercando continuità e “macchina” (lo si è visto a Udine), ma l’Olimpico di lunedì sera è il contesto perfetto per una risposta semplice: intensità subito, gol prima possibile, e classifica rimessa in discussione.