“Ho voltato pagina dopo la Coppa d’Africa… mi sento bene”. Detto così, sembra una frase di passaggio. In realtà è una dichiarazione di disponibilità totale: nessuna scusa, nessun “rientro da gestire”. Poi arriva la seconda parte, quella che pesa: “Sapevamo di trovare una squadra fisica… il gol è stato fortunoso e ha indirizzato la gara”. È una lettura lucida e, tra le righe, un piccolo atto d’accusa verso come la Roma ha lasciato che la partita le scivolasse via.
El Aynaoui ha voltato pagina: non è solo forma fisica, è testa
Quando un centrocampista sottolinea di stare bene appena rientrato da un torneo così logorante, sta dicendo una cosa semplice: sono dentro al progetto, da subito. E, indirettamente, sposta il discorso dal calendario alle responsabilità. Perché se le gambe ci sono, allora il problema diventa un altro: la Roma ha retto a tratti, ha provato a forzare nel finale, ma ha faticato a creare la giocata “sporca” che serve quando l’avversario ti porta sul ring.
“Gol fortunoso”: l’episodio che ti spegne e la Roma che non punge
El Aynaoui la definisce “fortunosa” perché la punizione di Ekkelenkamp viene deviata in barriera e cambia traiettoria: è un gol che sposta inerzia e gestione. Ma il sottotesto è ancora più chiaro: l’Udinese, una volta avanti, ha potuto fare la partita che preferisce. E la Roma — senza alcuni uomini chiave davanti — non è mai riuscita a incidere davvero, nonostante l’occasione enorme al 97’ fermata da Okoye su Mancini.
E intanto la classifica punge: Juventus quarta e Roma quinta, con il margine che si assottiglia.