In un mercato fatto di liste infinite e piste che evaporano, Bryan Zaragoza è il profilo che spicca per un motivo semplice: non “riempie” un ruolo, lo rende giocabile. La trattativa è stata raccontata come avanzata nelle ultime ore e il suo nome “mette d’accordo tutti” a Trigoria.
E allora vale la pena guardarlo con la lente di ingrandimento.
I numeri veri: produzione senza fuochi d’artificio
In Liga 2025-26 i dati dicono: 19 presenze, 13 da titolare, 1 gol e 1 assist. Ma soprattutto un volume “da ala che lavora”: 26 tiri (12 in porta), 18 occasioni create, 15 cross riusciti.
Non è di certo uno che sparisce dalla partita. Entra spesso nell’area avversaria, tocca tanti palloni offensivi e porta continuità, anche quando non finalizza.
Perché può essere perfetto per Gasperini
Zaragoza è un’ala sinistra di piede destro, 1,64: baricentro basso, primo passo e 1 contro 1.
È il tipo di esterno che a Gasperini serve per due cose:
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aprire il campo quando la squadra si schiaccia
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attaccare il mezzo spazio per liberare corridoi a chi arriva da dietro e per dare un riferimento “vivo” al quinto.
Non a caso è un profilo nato per il dribbling: “faccia a faccia”, palla tra i piedi, imprevedibilità.
Il dubbio che conta: “inconcludente” o solo non ancora sbocciato
Qui sta il punto: l’ultima stagione davvero “pesante” a livello di impatto resta quella col Granada, 6 gol e 2 assist in 21 partite.
Lo spagnolo viene, spesso, fotografato così: dribbling e cross forti, finalizzazione debole.
Se la Roma lo prende, lo prende per trasformare quel limite: non per farlo diventare un bomber, ma per farlo diventare un’arma stabile dentro un sistema che vive di strappi e catene laterali.