Il dettaglio che fa male non è il ritorno in Premier. È come lo racconta. Leon Bailey, rientrato all’Aston Villa dopo l’interruzione del prestito, ha usato parole semplici e pesanti: “Alla Roma ho trascorso un periodo difficile… questo posto mi è mancato”.
Non è una frecciata plateale, ma è un confine netto: lì si è sentito di nuovo “a casa”, qui no.
Un ritorno immediato che racconta più dei comunicati
La rottura è stata ufficiale e consensuale: la Roma ha confermato la fine del prestito il 21 gennaio 2026, ringraziando il giocatore per le 11 presenze complessive.
Dall’altra parte, Bailey è rientrato subito nel giro partita: prima presenza dopo il ritorno e minuti contro il Newcastle United, entrando dalla panchina.
È la fotografia di due mondi: a Birmingham lo aspettavano, a Roma lo si stava ancora “aspettando”.
Perché a Roma non ha funzionato davvero
La lettura più onesta non è “colpa sua” o “colpa della Roma”: è discontinuità. Poche gare, pochi strappi, tanti stop-and-go. E quando sei un esterno che vive di ritmo, fiducia e automatismi, non mettere insieme settimane “pulite” significa restare sempre a metà: né titolare, né arma stabile.
Il punto, per la Roma, è che il mercato non può permettersi un altro “profilo giusto” che però arriva nel momento sbagliato.