Nel calciomercato ci sono trattative che saltano perché manca l’accordo col giocatore, altre perché non c’è la volontà del club. E poi c’è il terzo caso: quando non salta niente in pubblico, ma in privato si inceppa tutto su una cifra. Il contatto c’è stato, l’idea intrigava la Roma, ma alla fine Christopher Nkunku “resta rossonero” per un motivo molto meno romantico di quanto piacerebbe raccontare.
Il pressing della Roma e il dettaglio che cambia la storia
La traccia è reale: la Roma ha sondato il terreno e ha continuato a monitorare la situazione nelle ultime ore.
Il punto, però, è che il Milan non tratta come se stesse cedendo un esubero: per lasciarlo andare deve rientrare dall’investimento fatto in estate e non può permettersi una minusvalenza.
Il muro del Milan
E qui arriva quel numero che spiega tutto: la richiesta di base si aggira sui 35 milioni (o comunque una formula che ci arrivi molto vicino).
Il Milan, oltre al cartellino, ha anche un’esigenza di gestione interna: se deve aprire, lo fa a condizioni che tutelino il bilancio e la strategia della rosa di Massimiliano Allegri.
Perché a Trigoria è (quasi) impossibile
La Roma può anche essere attratta dal profilo—e Gian Piero Gasperini lo apprezzerebbe eccome—ma tra costo, formula e tempi, la sensazione è che serva un incastro perfetto per trasformare il “sogno” in operazione reale.
E quando la trattativa si riduce a un numero, spesso non è una trattativa: è un muro.