Per Panathinaikos-Roma (stasera ore 21), Gasperini porta in Grecia una squadra con un’anomalia evidente: dal centrocampo all’attacco ci sono appena 7 interpreti, e in attacco gli uomini di ruolo sono solo tre: Dybala, Soulé e il giovane Della Rocca. È tutto scritto nella lista ufficiale dei convocati.
Perché la Roma è arrivata così “corta” (e non è solo sfortuna)
La situazione non nasce in una notte. L’emergenza offensiva è un mix di infortuni e paletti UEFA: oltre agli indisponibili, alcuni nuovi innesti non sono utilizzabili in Europa League perché non inseriti in lista (Vaz, Malen e Venturino).
E poi c’è la notizia che ha accorciato ancora di più la coperta: Ferguson non è stato convocato per il riacutizzarsi del dolore alla caviglia sinistra.
La “Roma a basso consumo”: cosa cambia nella partita
Con così poche soluzioni offensive, la lettura è quasi obbligata: Gasperini potrebbe scegliere una Roma più prudente, con baricentro più controllato e l’idea di non aprire la gara a strappi e transizioni. Non è rinuncia, è gestione: con tre attaccanti contati, ogni cambio pesa doppio.
E infatti i convocati lo raccontano meglio di qualsiasi commento: Cristante, Pellegrini, El Aynaoui, Pisilli sono le sole opzioni a centrocampo; davanti si vive di qualità (Dybala) e “campo aperto” (Soulé), con Della Rocca come carta d’emergenza.
Il paradosso: la Roma deve fare punti proprio adesso
Il punto è che ad Atene non si va in gita: la Roma ha bisogno di muovere la classifica per chiudere il discorso qualificazione diretta, ma lo farà con una delle batterie offensive più corte della stagione. Ed è questo il vero tema: non “chi manca”, ma quante scelte restano quando la partita si sporca.