La Roma arriva all’ottavo turno di Europa League con la classifica in mano: dopo 7 giornate è sesta a 15 punti, dentro la zona che porta direttamente agli ottavi.
L’obiettivo è chiaro: non complicarsi la vita. Un pareggio ad Atene aiuterebbe molto, anche se la certezza matematica può dipendere dagli incastri delle altre gare.
Il gioco di parole… e la storia vera
Il cognome “Greco” sembra scritto apposta per questa settimana. Ma la curiosità non è solo goliardica: Leandro Greco in Grecia ci ha giocato davvero, e non in una squadra qualunque. Nel 2012 lasciò la Roma per l’Olympiacos, vivendo da dentro uno dei derby più elettrici d’Europa, quello con il Panathinaikos.
Ecco perché questa trasferta ha un sapore particolare: la Roma non va “solo” in Grecia, va in un ambiente dove il calcio è identità, rumore, pressione—un po’ come a casa nostra, ma con altre frequenze.
Dove è finito oggi Leandro Greco
Qui arriva l’aggiornamento: Greco ha intrapreso la carriera da allenatore e nell’ultima stagione era in panchina alla Pro Patria, esperienza chiusa con l’esonero a dicembre 2025.
Oggi, quindi, è di fatto un ex che sta costruendo la sua seconda vita nel calcio: non più mezzala di lotta, ma tecnico in cerca del contesto giusto.
Da “Greco” a Grecia
Roma ad Atene non deve portarsi dietro il rammarico di domenica: deve portarsi dietro la lucidità da trasferta “greca”, dove ogni pallone pesa un etto in più. E la storia di Greco—uno che da Roma è finito davvero nel cuore del derby ateniese—serve a ricordarlo: lì non vinci solo col talento, vinci col ritmo mentale.