Pruzzo è convinto: “e il secondo rigore?”. Cosa dice il regolamento

In radio il “Bomber” chiede coerenza: se il primo fallo di mano è rigore, perché non lo è anche quello di Pulisic nel finale? Nel mezzo c’è il regolamento, ma anche una partita che la Roma ha dominato a tratti senza chiuderla

Jacopo Mandò -
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Roma-Milan
Roma-Milan, Pruzzo è sicuro: manca un rigore alla Roma – Romaforever.it

Roberto Pruzzo, a Radio Radio Mattino, ha riaperto il tema arbitrale di Roma-Milan 1-1 puntando il dito sul tocco di mano di Pulisic non sanzionato: per lui, dopo il rigore concesso ai giallorossi, “le regole vanno applicate fino in fondo”. E nella stessa frase mette dentro anche l’altra metà della storia: “la Roma era padrona del campo, nel secondo tempo è calata”.

Perché il primo è rigore e il secondo no (secondo moviole e regolamento)

L’episodio del pareggio nasce da un fallo di mano di Bartesaghi: diverse ricostruzioni lo descrivono con braccio “aperto/fuori sagoma”, quindi punibile.
Sul tocco di Pulisic, invece, molte moviole convergono: arto vicino e parallelo al corpo, distanza ravvicinata e nessun “aumento” del volume. Anche Luca Marelli (DAZN) l’ha letta così.
È coerente con la regola IFAB: non ogni contatto mano/pallone è infrazione; conta, tra le altre cose, se il braccio rende il corpo “innaturalmente più grande” o se c’è un movimento verso il pallone.

Il punto di Pruzzo, però, va oltre la moviola

La sua domanda tocca una sensibilità diffusa: quando in una stessa partita si fischia un rigore per mano, qualsiasi altro tocco diventa automaticamente “sospetto” agli occhi dei tifosi. Ed è qui che la Roma deve farsi una domanda scomoda ma utile: quanto ha trasformato il dominio del primo tempo in vantaggio reale? Reuters racconta una Roma forte prima dell’intervallo, Maignan decisivo, poi il Milan avanti con De Winter e il pari su rigore.