La partita d’andata (2 novembre 2025) è un promemoria crudele: Roma superiore per lunghi tratti, ma sconfitta 1-0. Il Milan la risolse con una transizione “da manuale” chiusa da Pavlovic su assist di Leão e poi la blindò anche grazie al rigore parato da Maignan a Dybala nel finale.
Oggi si riparte da lì, con lo stesso orario e lo stesso bivio: continuare a crescere o restare prigionieri dei rimpianti.
Vietato “dominare senza fare male”
A San Siro la Roma tenne tanto il pallone (anche con percentuali alte nelle fasi iniziali), ma il dominio non si trasformò in ferite reali: tante conclusioni, poche situazioni davvero sporche davanti a Maignan.
Stasera il compito è uno: far diventare ogni possesso un’azione che finisce con scelta netta (tiro pulito, ultimo passaggio, palla in area), altrimenti il Milan vive benissimo di attese e ripartenze.
La “rest-defence” è la tua migliore amica
Il gol di Pavlovic nacque da una corsa di Leão in campo aperto.
Quindi: attaccare sì, ma sempre con coperture già pronte. Se perdi palla alto, devi avere almeno due uomini già in posizione per spegnere la prima verticalizzazione. È qui che la Roma deve essere adulta: niente attacchi “a fisarmonica” che ti lasciano il fianco scoperto.
Dettagli: palle inattive e momenti emotivi
All’andata la gara si decise su un episodio in area e su un altro dal dischetto: non puoi permetterti di regalare secondi palloni a centrali come Pavlovic, né di trasformare un momento chiave (rigore, punizione, corner) in frustrazione.
Tre leve per pungere il Milan (subito)
Il Milan di Allegri tende a proteggere il centro e a concedere ampiezza “controllata”: la Roma può far male con rotazioni rapide tra trequarti e fascia, soprattutto se Dybala trova ricezioni in mezzo alle linee.
E poi c’è la condizione: Roma arriva da un buon momento recente, Milan da vittorie “di misura”. Serve un avvio aggressivo, ma lucido: pressare per rubare palla e andare in porta in 10 secondi, non per fare volume.