La Roma alza l’offerta e supera quota dieci milioni per Niccolò Fortini, provando a mettere la trattativa su un binario “decisivo” prima che diventi un’asta vera. La Fiorentina, però, resta ferma su una valutazione alta (area 15 milioni) e non esclude l’idea di rinnovare il classe 2006, legato ai viola fino a giugno 2027. Sullo sfondo, Juventus e Napoli: abbastanza per spiegare perché a Trigoria si ragioni di rilancio e di chiusura rapida.
L’effetto domino: senza Angeliño, Gasp ha “spostato” tutta la catena
Il dettaglio che rende Fortini più di un nome da lista è ciò che è successo negli ultimi mesi sulle corsie. L’assenza di Angeliño ha costretto Gasperini ad arrangiarsi: Wesley è stato adattato a sinistra e Celik è finito spesso a tutta fascia a destra, con Rensch usato come jolly per coprire rotazioni e imprevisti. Non è un caso che, anche in un match recente, si sia parlato di una Roma “preparata” con Wesley sulla corsia mancina e con Rensch pronto a entrare senza cambiare assetto.
Con Fortini, la Roma torna “completa” e più coperta dietro
Ecco il punto: con l’innesto di Fortini, Gasperini potrebbe riportare Wesley nel suo ruolo naturale a destra, riabbassare Celik da braccetto per aumentare coperture e letture difensive, e soprattutto tornare competitivo su entrambe le fasce senza dover sacrificare un equilibrio per sistemarne un altro. È la classica operazione che sembra “di mercato”, ma nasce da un’esigenza di campo: rimettere ogni pedina nel posto migliore.